
Una nave carica di petrolio colombiano è stata intercettata oggi dalla Marina Usa e non potrà scaricare al porto dell’Avana. ma un’altra petroliera, la Seahorse, con 200 mila barili è in navigazione e attesa per i primi di marzo nelle acque cubane. Lo comunica il ministero degli Esteri della Federazione Russa con una nota e aggiunge che “l’operazione che si realizza in rispetto al diritto internazionale e in acque internazionali, per cui qualsiasi tentativo di intercettazione ,ispezione o uso della forza contro il mercantile costituisce una violazione flagrante delle norme che regolano la liberta di navigazione. Al fine di garantire l’integrità del carico e la sicurezza dell equipaggio, il Distruttore della Marina Militare Russa MAD 2034 accompagna la Seahorse”. E con tutta probabilità la petroliera è scortata da sommergibili nucleari.
Intanto l’incaricato d’affari dell’ambasciata degli Stati Uniti all’Avana, Mike Hammer, ha confermato in un’intervista al quotidiano spagnolo Abc che ci sono contatti tra l’amministrazione del presidente Donald Trump e rappresentanti del governo cubano, lasciando intendere che un cambiamento sull’isola potrebbe verificarsi quest’anno. “E’ imminente. In quale forma? Vedremo”, ha dichiarato il diplomatico, secondo cui l’obiettivo è una transizione pacifica che eviti spargimenti di sangue. Hammer, nominato durante la presidenza di Joe Biden, è a Cuba da 15 mesi e ha viaggiato in diverse regioni per conoscere la reale situazione della nazione caraibica. Il funzionario americano ha affermato che “la politica Usa mira a sostenere il popolo cubano nella sua aspirazione alla libertà e alle opportunità economiche”, e ha indicato che l’embargo e le nuove misure di Trump mirano a impedire che i proventi del petrolio vengano utilizzati per mantenere la repressione interna.