Dermatite bovina, Agus contro le restrizioni: vessazione irragionevole

L’assessore all’Agricoltura sulle posizioni di Coldiretti
La foto-simbolo del dramma dermatiite bovina

“La Sardegna per l’ennesima volta subisce una vessazione irragionevole. Addirittura in questo caso si confermano misure restrittive nei confronti di un focolaio che non esiste più. Non esiste più l’animale malato, siamo nel campo della fantascienza”. Parla l’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus, a margine del tavolo verde convocato a Cagliari, sull’emergenza dermatite nodulare contagiosa dei bovini in Sardegna. Secondo Agus, “a venir lesi sono i diritti degli operatori, degli allevatori che hanno fatto tutto quello che era in loro potere, tutto il loro dovere”, arrivando “a un livello di vaccinazione inedito, perché il 99% dei capi è qualcosa che nel nostro territorio non si era mai visto e non ha eguali nemmeno nelle altre regioni”. “Però nonostante siano stati fatti gli abbattimenti, a capo abbattuto rimane il focolaio”, ha sottolineato l’assessore, che contesta il mantenimento delle restrizioni sulla movimentazione degli animali. Una posizione identica a quella di Coldiretti, che per prima aveva sollevato il problema. Nell’isola restano due situazioni critiche. A Samugheo, ha spiegato Agus, sono state completate le attività di controllo e sorveglianza, ma nelle interlocuzioni con la Commissione europea si è prospettato il mantenimento di un’area di restrizione di 20 chilometri attorno all’allevamento. A Escalaplano, invece, il focolaio confermato il 3 giugno resta formalmente attivo perché l’ordine di abbattimento di parte degli animali è stato sospeso dalla giustizia amministrativa. Il Tar ha concesso la sospensiva, poi confermata dal Consiglio di Stato l’11 settembre. “Non è accettabile che il ricorso presentato da un allevatore leda i diritti di un intero comparto produttivo. La sensazione è che nel bilanciamento degli interessi non tutto sia stato calibrato”, ha aggiunto Agus.

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