
Tagliare le autonomie scolastiche in Sardegna significa colpire le comunità più fragili “perché una scuola chiusa è un paese che si spegne”. Lo afferma il consigliere regionale di maggioranza Sebastian Cocco (Uniti per Todde), intervenendo contro il nuovo piano di dimensionamento. “La Sardegna, soprattutto nelle aree interne e nel Nuorese, subisce ancora logiche numeriche pensate dal Ministero dell’Istruzione per territori diversi quelli dell’isola, che sono frammentati, complessi e segnati dallo spopolamento”.
Secondo i criteri nazionali, le autonomie passeranno da 232 a 223, con il rischio di allontanare la scuola dai paesi che più ne hanno bisogno. “Le deroghe per aree montane, interne e per l’insularità – spiega Cocco – devono essere non solo difese ma rafforzate, perché dietro ogni numero c’è una comunità e una generazione. Non è solo una questione di organici, ma di diritto allo studio e al progresso”.
Cocco individua uno strumento che possa essere efficace per tutelare la scuola sarda dalle sforbiciate ministeriali: lo Statuto. “In questa fase di revisione – spiega – questo tema deve tornare al centro dell’agenda regionale. Servono criteri territoriali propri e scuole di prossimità: anche piccole, ma vive. ”.


