
Un attacco notturno, improvviso, in acque internazionali. Tra l’una e le quattro del mattino del 24 settembre la Global sumud flotilla diretta a Gaza è stata investita da droni che hanno scaricato bombe sonore e sostanze urticanti sulle imbarcazioni. Almeno dieci barche sono state colpite, alcune più volte. Gli alberi spezzati, le vele strappate e i danni agli scafi raccontano l’intensità delle esplosioni.
“Abbiamo contato tredici ordigni”, dicono gli attivisti. Non ci sono feriti, ma a bordo è stata una notte di panico: comunicazioni disturbate, gas irritanti che costringevano a coprirsi il volto, uomini e donne impegnati a manovrare alla cieca per non perdere la rotta.
A bordo c’era anche il deputato Arturo Scotto, che parla di “attacco illegale in acque internazionali” e chiede spiegazioni immediate al governo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato di aver chiesto garanzie sulla sicurezza dei cittadini italiani presenti nella spedizione.
A Montecitorio l’episodio ha innescato la protesta dell’opposizione: Pd e M5S hanno sollecitato la premier Meloni a riferire in Aula, mentre Angelo Bonelli ha invocato sanzioni contro Israele definendo l’azione “un atto terroristico”.
La flotilla non si è fermata. Le navi hanno ripreso la rotta verso Gaza e annunciano che porteranno le prove dell’attacco davanti alle Nazioni Unite.


