Finanziaria regionale, via libera al passaggio agli articoli

Ora si apre la partita degli emendamenti, apertura sul fondo unico
Palazzo del Consiglio Regionale

Il Consiglio regionale della Sardegna ha concluso la discussione generale sulla manovra finanziaria 2026–2028, approvando il passaggio all’esame degli articoli e la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR). Un passaggio formale, ma politicamente rilevante, che apre ora la fase decisiva degli emendamenti prima del voto finale previsto per la prossima settimana. Il dibattito ha messo in evidenza una profonda frattura tra maggioranza e opposizione. Dai banchi della minoranza sono arrivate critiche dure sulla mancanza di una visione strategica. Antonello Peru (Sardegna al Centro 20Venti) ha parlato di una manovra che “rinvia e non indica una direzione”, mentre Umberto Ticca (Riformatori) l’ha definita “senza respiro”, accusando la Giunta di distribuire risorse in modo frammentato senza incidere su nodi strutturali come sanità, spopolamento, industria e trasporti. Anche il capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu, che ha sottolineato come, nonostante le promesse elettorali, sulla sanità la Finanziaria non introduca “nulla di nuovo, nulla di straordinario”, limitandosi alla gestione dell’emergenza. Dai banchi della maggioranza, invece, il filo conduttore è stato quello della programmazione. Sebastiano Cocco (Uniti per Todde) ha rivendicato la chiusura positiva della vertenza entrate con lo Stato, che porterà alla Sardegna 1 miliardo e 390 milioni nei prossimi quattro anni, come la vera svolta che consente all’Isola di tornare a pianificare politiche di sviluppo. A questo si aggiunge la scelta di rendere strutturali 200 milioni per gli enti locali e l’accordo internazionale sull’Einstein Telescope. Sandro Porcu (Orizzonte Comune) ha parlato di una Finanziaria che va oltre il semplice bilancio, definendola un progetto di sviluppo con investimenti su infrastrutture, emergenza idrica, edilizia abitativa, mobilità e politiche sociali.

La replica dell’assessore

Nella sua replica, l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni ha spiegato che la Giunta ha scelto di non stravolgere l’impianto ereditato in attesa delle nuove risorse derivanti dalla vertenza entrate, confermando però l’incremento del Fondo unico per gli enti locali, i finanziamenti al welfare, alle università e un fondo sviluppo da 100 milioni per attrarre investimenti. Il passaggio agli articoli è stato approvato con 28 voti favorevoli, 17 contrari e un astenuto. La partita ora si sposta sugli emendamenti.

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