
“La precarietà è diventata sistema, mentre reparti e cittadini pagano ogni giorno lo scotto di decisioni rinviate e promesse tradite”. È l’accusa dei lavoratori socio sanitari sardi che hanno retto l’urto della pandemia e oggi si ritrovano esclusi dai percorsi di stabilizzazione.
All’Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari la graduatoria prioritaria, valida fino al 31 dicembre 2025, si è fermata a nove assunzioni nel luglio 2024. «Chiediamo spiegazioni da mesi, ma la direzione continua a ignorare le nostre richieste», denunciano gli operatori. Al Brotzu, nonostante anni di servizio, diversi Oss sono rimasti fuori: «Abbiamo raggiunto i 36 mesi e ci ritroviamo espulsi da ogni procedura. Un paradosso».
Le stesse criticità emergono a Oristano, dove un bando annunciato per almeno otto stabilizzazioni non è mai partito, e nel Medio Campidano, dove «le stabilizzazioni sono finite», ha dichiarato l’assessora al Lavoro Desirée Manca, parole che i precari giudicano «offensive e contrarie alla normativa».
I lavoratori chiedono «applicazione effettiva delle linee guida regionali, indizione urgente di bandi e stop all’abuso di interinali». La finestra normativa scadrà il 31 dicembre 2025: oltre quella data, chi è rimasto fuori rischia di non avere più alcuna prospettiva.


