
Dopo la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la “Salva Casa”, le opposizioni in Consiglio regionale accusano la Giunta Todde di aver collezionato un nuovo primato negativo. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, parla di conseguenza annunciata: “Todde sta collezionando impugnative come nessun altro esecutivo regionale. Siamo già a sei leggi bocciate in pochi mesi e non parliamo di provvedimenti marginali, ma di energia, sanità, trasporti e urbanistica. In Aula avevamo proposto una via semplice: recepire il decreto nazionale con una circolare, come fatto altrove. La Giunta invece ha complicato il quadro, ed era inevitabile che la legge finisse davanti alla Consulta”.
Anche Forza Italia affonda il colpo con un comunicato firmato dai consiglieri Cocciu, Chessa, Maieli, Marras, Piras e Talanas: “Altro pasticcio firmato centrosinistra. Dopo un anno e mezzo di confusione urbanistica, il governo nazionale impugna la legge e la Sardegna incassa l’ennesima figuraccia. L’attuale maggioranza ha eliminato norme già validate dalla Corte Costituzionale, come la disposizione che consentiva la realizzazione di alberghi a sei stelle, cancellata per puro pregiudizio ideologico. Si è scelto di azzerare invece di completare un lavoro condiviso”.
Secondo le opposizioni, la legge regionale non solo ha perso occasioni utili per il turismo e lo sviluppo, ma ha anche esposto la Sardegna a un conflitto istituzionale prevedibile. “Il Salva Casa nazionale nasce per semplificare e regolarizzare piccole difformità – attacca Truzzu – ma qui si è stravolto lo spirito della legge, esponendola all’impugnativa. L’autonomia non si difende con le forzature”.


