
Il Global Wealth Report 2025 di UBS mostra un’Italia in miglioramento sul fronte della ricchezza privata, ma ancora segnata da fragilità e andamento disomogeneo. Nel 2024 la ricchezza media per adulto è cresciuta del 3,81% al netto dell’inflazione, mentre quella mediana è aumentata di quasi 15%, uno dei migliori risultati tra i 56 Paesi analizzati . La distanza tra valori medi e mediani indica che la fascia centrale della popolazione ha beneficiato più delle fasce più ricche. Tuttavia, osservando l’ultimo quinquennio, il quadro si ridimensiona: la ricchezza media è calata del 9%, la mediana è cresciuta solo del 4,7%. A fine 2024 l’Italia conta oltre 1,3 milioni di milionari in dollari; nei prossimi decenni il Paese assisterà a uno dei più grandi trasferimenti di ricchezza al mondo, pari a 2.300 miliardi di euro, più del doppio rispetto al Giappone nonostante la popolazione dimezzata. Il patrimonio italiano continua a poggiare soprattutto sugli immobili (62%) con un debito privato tra i più bassi a livello internazionale (7,6%). Questo consolida una ricchezza stabile ma non necessariamente dinamica: per crescere, il Paese dovrà trasformare asset immobiliari e risparmio in investimenti produttivi, innovazione e nuova occupazione. (red)