
Nel primo trimestre del 2027 il primo satellite sardo, interamente progettato e costruito nell’Isola, sarà lanciato in orbita. Janasat 1 è un “nanosatellite”, che integra sensori ottici insieme alla capacità di elaborare dati con l’intelligenza artificiale. Il satellite è progettato per il monitoraggio continuo dell’ambiente spaziale, la sorveglianza orbitale, e l’identificazione di oggetti in orbita per limitare il rischio di collisioni: un’attività che diventerà parte integrante della sicurezza europea. Le fasi successive del progetto riguarderanno l’industrializzazione, la costruzione dei modelli e la verifica delle prestazioni in orbita. Si consolida così una capacità regionale di progettazione, che avrà come prossime tappe l’avvio delle missioni operative e le procedure di certificazione, sotto la guida del dipartimento aerospaziale della Sardegna, che coordina il progetto.
Lo Space Domain Awareness (consapevolezza del dominio spaziale) è la capacità di monitorare, tracciare e comprendere tutto ciò che accade in orbita (satelliti, detriti, attori e vettori di lancio) per garantire la sicurezza delle infrastrutture critiche, non solo civili, ma anche in campo militare. Gli Stati Uniti per primi nel dicembre 2019 hanno creato la Space Force, responsabile di tutte le operazioni spaziali, dei sistemi di lancio e dei suoi satelliti. Da allora molti paesi hanno allargato la loro politica sul fronte spaziale e le loro componenti aeree. La settimana scorsa ha fatto discutere la dichiarazione segretario dell’Air Force, Troy Meink, che “gli Stati Uniti già ora hanno collocato in orbita armi di controllo spaziale”.
E’ solo di qualche giorno fa invece la notizia diffusa dalla BBC che lo UK Space Command, il Comando Spaziale della Royal Air Force britannica, ha disturbato o bloccato satelliti di altre nazioni per difendersi da minacce ostili; e questo già dallo scorso anno. La partecipazione della Sardegna alla Space Economy è orientata alla ricerca di soluzioni altamente specialistiche e non alla realizzazione di grandi volumi, investendo in un settore chiave sia per la difesa che per l’economia globale. (m.m.)


