La procura di Cagliari indaga sulla mancata bonifica della Fluorsid

Il Gruppo di intervento giuridico: “L’inchiesta conferma le criticità”
Assemini, l’area inquinata (foto: archivio Grig)

La vicenda legata all’inquinamento industriale causato dagli impianti Fluorsid nell’area di Macchiareddu e di Santa Gilla torna al centro dell’attenzione con l’apertura di un accertamento da parte della Procura della Repubblica di Cagliari sulla mancata bonifica delle aree inquinate. Secondo l’associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giuridico (GrIG), l’inchiesta conferma le criticità di una situazione che si trascina da anni senza adeguate risposte concrete. La vicenda ha origini lontane: già nel 2017 la Procura e il Corpo forestale accertarono un gravissimo inquinamento dovuto alle attività industriali della Fluorsid, con aree sequestrate e arresti per disastro ambientale. Il procedimento si concluse nel 2019 con un patteggiamento e l’assunzione dell’obbligo di integrale bonifica delle aree colpite. Secondo il GrIG, la mancata esecuzione degli interventi concordati ha lasciato intatti rifiuti pericolosi e contaminazioni di suolo, aria e falde acquifere, senza che i cittadini e l’ambiente abbiano beneficiato della riparazione del danno. L’associazione ambientalista sottolinea inoltre che la procedura giudiziaria originaria non ha previsto un dibattimento pubblico né la possibilità per le comunità di costituirsi parte civile, circostanza che ha ridotto la trasparenza e la partecipazione nel valutare eventuali responsabilità aziendali. L’apertura dei due nuovi procedimenti penali, uno del 2023 e uno del 2025, riguarda proprio la mancata attuazione delle bonifiche previste, con indagini che si concentrano sul non aver ripristinato adeguatamente lo stato dei luoghi. Per il Gruppo di Intervento Giuridico, è essenziale che gli obblighi di bonifica siano finalmente eseguiti e che le autorità competenti, oltre alla magistratura, adottino tutti i provvedimenti necessari per realizzare un’effettiva tutela ambientale e sanitaria. L’associazione auspica anche che vi sia una maggiore trasparenza e giustizia per le comunità interessate dal grave inquinamento.

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