Massazza reintegrato alla Asl 8, il centrodestra attacca Todde: “Atti illegittimi e costi per i sardi”

Cappellacci e Piras (FI) evidenziano le conseguenze dei contenziosi sulla sanità. Piga (FDI): “I responsabili paghino”
Ugo Cappellacci, Ivan Piras, Fausto Piga

Il reintegro di Roberto Massazza alla direzione sanitaria della Asl 8 di Cagliari non poteva non riaccendere lo scontro politico sulla gestione della sanità sarda. Ugo Cappellacci e Ivan Piras, di Forza Italia, e Fausto Piga, di Fratelli d’Italia, attaccano la presidente della Regione e assessora ad interim alla Sanità Alessandra Todde, denunciando le conseguenze amministrative ed economiche delle decisioni adottate dalla Giunta e dai vertici sanitari.
Per Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera, il provvedimento rappresenta l’ennesima bocciatura giudiziaria. “Una serie infinita di atti illegittimi”, afferma, collegando il caso Massazza ai contenziosi sulla riforma sanitaria, sui commissariamenti e sulle nomine dei direttori generali. Secondo l’esponente azzurro, queste scelte stanno paralizzando il sistema ed espongono la Regione a risarcimenti destinati a pesare sui cittadini. Sulla stessa linea Ivan Piras, consigliere regionale di Forza Italia e componente della Commissione Sanità. Il ritorno di Massazza, sostiene, è l’ultimo episodio di una sequenza di pronunce che censurano l’operato della Giunta e dei vertici da essa nominati. A subirne le conseguenze sarebbero la stabilità delle aziende sanitarie, il lavoro degli operatori e i servizi ai cittadini. Piras chiede quindi di interrompere una gestione segnata da contenziosi e di riportare la sanità “nel solco dei principi di una sana azione politica e amministrativa”.

Fausto Piga, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che chiede ai responsabili delle scelte contestate di rispondere personalmente delle conseguenze economiche. Nel suo comunicato, Piga riferisce che il giudice del lavoro, oltre a disporre il reintegro, ha riconosciuto a Massazza 5.867,96 euro netti: la differenza tra quanto percepito dopo il rientro al Brotzu e quanto avrebbe guadagnato mantenendo l’incarico alla Asl 8. Per Piga si tratta della “punta dell’iceberg”, in vista degli esiti degli altri ricorsi pendenti e delle spese legali. L’esponente di FdI richiama anche l’interrogazione presentata sul fondo per i contenziosi legati al riordino della governance sanitaria e parla di un “danno erariale palese”, una valutazione politica espressa nel comunicato. “Chi ha sbagliato deve pagare di tasca propria”, conclude Piga, rivolgendosi direttamente a Todde: “Diceva di voler metterci la faccia in sanità: ora ci metta anche il portafoglio”.

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