
La sfida della transizione energetica, Amicobus, l’app Busfinder, aforismi e aneddoti legati ai viaggi sui mezzi pubblici. Parte con una grande varietà di contenuti il podcast “Parole appese a un filobus”, condotto da Lele Pittoni e Renzo Cugis. Il progetto rientra nella campagna “Muoviti leggero”, curata da Rosso Digitale e Terra de Punt, e racconta la mobilità urbana attraverso un linguaggio leggero e accessibile, rafforzato da una serie di spot diffusi sulle principali emittenti dell’isola e sui social, con ospiti istituzionali e cittadini che condividono il loro rapporto con la città e con il trasporto pubblico. Non solo parole, ma anche fatti concreti. A inaugurarne la prima puntata, registrata nello stand CTM all’interno della Fiera di Natale di Cagliari, è stato il presidente dell’azienda, Fabrizio Rodin, che ha annunciato una novità di rilievo: “I primi autobus completamente alimentati a idrogeno inizieranno a circolare nei prossimi mesi, entro l’inverno, negli otto comuni serviti dal CTM.”
Un passo importante verso gli obiettivi fissati al 2030, che prevedono la conversione completa del parco mezzi. Rodin, alla guida dell’azienda da otto mesi, indica come tappa intermedia il raggiungimento dell’80% di bus green entro il 2026, senza però sottovalutare le difficoltà: “Puntiamo a raggiungere questo traguardo riducendo al minimo le criticità, a partire dai tempi di ricarica dei bus elettrici, oggi sensibilmente superiori rispetto a quelli di un rifornimento tradizionale.” La transizione viene letta come uno strumento più che come un semplice obiettivo: mezzi puliti per migliorare la qualità dell’aria e contribuire alla riduzione delle patologie respiratorie. In questo quadro, la linea filoviaria di 37 chilometri rappresenta un patrimonio strategico, parte di un sistema in cui i nuovi veicoli saranno a emissioni zero.
A ribadire i vantaggi della mobilità collettiva sono gli stessi Pittoni e Cugis, che propongono un confronto diretto tra auto privata e trasporto pubblico: carburante, parcheggi, bollo e manutenzione da una parte; un abbonamento annuale da circa 35 euro dall’altra, valido su otto comuni, con un risparmio medio annuo stimato intorno ai 3.500 euro solo sui costi vivi. Senza contare il valore del tempo: sul bus si può leggere, lavorare, osservare la città, parlare con le persone, cedere il posto a chi ne ha bisogno. Busfinder, l’app del CTM, consente inoltre di monitorare in tempo reale i mezzi, salire con maggiore comodità e persino offrire un biglietto ad altri utenti.
Spazio anche agli aforismi, come quello di Mario Monicelli: «La commedia all’italiana è finita quando i registi hanno smesso di prendere l’autobus». E poi i ricordi di gioventù degli autori e dello stesso Rodin, passeggero abituale della linea 5 già dai tempi della scuola. «Io prendevo l’Emme», «io il C nero», si rincorrono Pittoni e Cugis, evocando storie di vita quotidiana: dal signore che cantava “Com’è bello il primo amore” al poeta che improvvisava versi in base a chi saliva sul mezzo.
Rodin si sofferma infine su quello che definisce un vero fiore all’occhiello dell’azienda: l’estensione di Amicobus, eccellenza del CTM a livello nazionale. Si tratta di un servizio a chiamata, previsto dal Contratto di Servizio tra CTM e la Regione autonoma della Sardegna dedicato alle persone con disabilità. “Da un paio di mesi – spiega- il servizio copre otto comuni, sette giorni su sette, con l’aggiunta della tratta verso l’aeroporto di Cagliari-Elmas. Da quando abbiamo potenziato l’offerta, decine e decine di persone lo utilizzano ogni giorno”.
Non manca un riferimento alle criticità legate ai numerosi cantieri presenti in città. Strade chiuse, lavori per metropolitana, reti idriche ed energetiche – Metro, Abbanoa, Enel – incidono inevitabilmente sul servizio. «Anche noi subiamo questi ritardi – spiega Rodin – ma confidiamo nella comprensione degli utenti, consapevoli che il CTM fa tutto il possibile nei limiti imposti dai cantieri». In questo senso, l’app si rivela uno strumento fondamentale, permettendo agli utenti di essere informati in tempo reale.
Il presidente del CTM conclude esprimendo parole di apprezzamento per il fattore umano dell’azienda e per i suoi 850 dipendenti. Rodin ringrazia tutti, anche i “verificatori” – “i controri!”, sorridono Cugis e Pitoni- ma il presidente sottolinea la loro cortesia e il rispetto, anche nelle situazioni più delicate. Il futuro del CTM è già iniziato, ma affonda le sue radici nella forza del suo passato.