Pd e Progressisti, operativo il gruppo unico in Consiglio regionale

Deriu: amici di antica data. Agus: siamo il fulcro della coalizione
Francesco Agus e Roberto Deriu

Da oggi il Partito Democratico e i Progressisti siedono nell’Aula di via Roma sotto un’unica insegna. Si è costituito questa mattina, come annunciato nei giorni scorsi da Sardegna Notizie 24, il nuovo gruppo consiliare “Partito Democratico – Progressisti” che, con l’ingresso dei consiglieri Francesco Agus e Ivan Pintus, raggiunge quota tredici componenti. “Oggi sanciamo l’ingresso dei Progressisti, amici di antica data e di alta intensità, nel nostro gruppo, che da questo momento cessa di essere esclusivamente del PD e diventa la casa comune delle nostre due forze”, dichiara il presidente del gruppo Roberto Deriu, “è un passaggio che accentua la guida consiliare della nostra formazione e precisa i rapporti di forza rispetto al passato. Sappiamo bene, però, che la politica non è fatta soltanto di numeri, ma soprattutto delle idee e della capacità di portarle avanti: su questo terreno guadagniamo due apporti preziosissimi. È un percorso che abbiamo costruito insieme al segretario regionale del Pd, Silvio Lai, che ringrazio per aver accompagnato con convinzione questo passaggio”.
“Abbiamo deciso di avviare questo percorso perché non siamo abituati a sprecare il nostro impegno e perché l’anno prossimo non ci saranno elezioni politiche normali”, dichiara Francesco Agus, “in quella tornata il Paese si giocherà buona parte del proprio futuro, ed è un momento che impone di mettere da parte ogni divisione: a volte basta una manciata di voti per fermare il consolidarsi di un disegno reazionario e far emergere un’alternativa democratica compiuta. Facciamo parte di una coalizione ampia, ma la larghezza da sola non basta a fare una coalizione: serve un fulcro, e quel fulcro, non casuale né estemporaneo, è il Partito Democratico. Avremmo potuto percorrere altre strade, allargando i gruppi a colpi di cambi di casacca. Non è quello che vogliamo: non sarebbe utile alla maggioranza, ai rapporti tra i partiti e, soprattutto alla Sardegna”.

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