Quando la cura ferisce: se ne parla a Nuoro

Al Man un laboratorio su consenso, ascolto e violenza ostetrica
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Quanto pesa una parola pronunciata in una sala visite? Quanto conta essere informati davvero, poter scegliere, sentirsi ascoltati? Sono alcune delle domande da cui parte “La cura. Corpo e consenso”, il workshop partecipativo dell’artista Valeria Cherchi, in programma venerdì 10 ottobre, dalle 11 alle 16, all’Isola di MAN di corso Garibaldi 82 a Nuoro, in occasione della XXII Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI.
Al centro c’è il tema della violenza ostetrica e ginecologica, affrontato senza lezioni frontali e senza chiedere ai partecipanti di condividere esperienze personali. Il laboratorio utilizzerà invece situazioni simulate, attività di gruppo e momenti di confronto per ragionare su diritto all’informazione, consenso, autonomia del corpo, ascolto, linguaggio e dinamiche di potere.
Il percorso seguirà cinque passaggi – riconoscere, comunicare, cambiare prospettiva, agire e costruire – per osservare quanto anche una parola, un gesto o una modalità di comunicazione possano incidere sull’esperienza di una donna in ambito ginecologico e ostetrico. Alla fine della giornata nascerà un Manifesto della relazione di cura rispettosa, costruito collettivamente a partire dalle idee e dai principi emersi durante il laboratorio.
Il workshop si inserisce nella ricerca che Valeria Cherchi porta avanti da tempo e che ha trovato una delle sue espressioni in “3350 gr. Photographs and Letters on Obstetric Violence”, pubblicazione foto-testuale curata da Elisabetta Masala e promossa dal MAN. Un lavoro sulle conseguenze individuali, sociali e politiche della violenza ostetrica che nasce anche da una vicenda personale dell’artista: la morte, a sei mesi, della sorella omonima, in seguito a un episodio di violenza ostetrica mai denunciato.

La partecipazione è gratuita e aperta a un massimo di 24 persone dai 16 anni in su. È incoraggiata anche la presenza di coppie, amici e familiari, per trasformare il confronto in un esercizio condiviso di ascolto e consapevolezza.
Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. (E.C.)

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