SANITA’. Conclusa un’altra settimana di audizioni, Fundoni tira le somme: “Non piace l’idea dei commissariamenti”

Carla Fundoni, Pd

“Le critiche alla proposta di riforma? Me le aspettavo, il tema è delicato e complesso e non è possibile accontentare tutti”. Carla Fundoni, presidente della commissione regionale alla Sanità, è reduce da due settimane di audizioni con tutti i rappresentanti di categoria interessati al tema dei temi: la sanità. Da guarire, da salvare. Le audizioni proseguiranno per tutto il mese di gennaio. La prossima settimana vedrà protagonisti i rettori delle università di Cagliari e Sassari, i sindaci dei comuni capoluogo e le conferenze sociosanitarie, mentre in seguito saranno ascoltate associazioni di pazienti e rappresentanti di categoria.

Non solo critiche

Fundoni fa il punto della situazione rispetto a quanto sentito finora: “Devo dire che, tutto sommato, le posizioni espresse sono state abbastanza uniformi. In particolare, tutti sottolineano la necessità di investire sul territorio attorno agli ospedali”. Le criticità espresse dai rappresentanti del settore sono numerose e coinvolgono diversi livelli, dalla gestione territoriale alla funzionalità degli hub ospedalieri. Ma qualcosa è piaciuto: “La nostra proposta prevede la riorganizzazione a partire dal territorio tramite la ricostruzione di una rete della sanità diffusa. Questo è stato certamente giudicato un elemento molto positivo da tutti”.

Il coro unanime richiede risposte rapide per riorganizzare un sistema che appare in affanno, con particolare attenzione alle liste d’attesa e al ruolo dell’Ares. “La riduzione della funzionalità di Ares è un problema condiviso anche dagli operatori sanitari” sottolinea la presidente della commissione.

Perché non piace il commissariamento

Le audizioni hanno fatto emergere timori sull’eventuale commissariamento delle aziende sanitarie: una mossa che la giunta Todde ritiene molto utile dal punto di vista politico ma potenzialmente problematico per i tempi lunghi che rischiano di ritardare interventi fondamentali. “Serve un equilibrio tra interventi tempestivi e stabilità gestionale”, afferma Fundoni, sottolineando la necessità di chiarire le missioni dei direttori generali.

Una macchina amministrativa in affanno

Un altro tema cruciale riguarda la carenza di personale nell’assessorato regionale. Pochi dirigenti si trovano a gestire un numero eccessivo di incombenze, con un conseguente rallentamento delle procedure. “Questo è un problema serio perché la mancanza di personale comporta in maniera diretta un rallentamento dei processi”. E poi c’è la questione del management della Asl: se in assessorato i dirigenti sono troppo pochi, quelli delle aziende sanitarie sono sotto minaccia di un commissariamento perché sono stati nominati dalla giunta Solinas e perciò la maggioranza attuale li considera più un ostacolo che una risorsa.

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