
Sulla gestione della sanità da parte della Giunta Todde il centrodestra parla apertamente di una crisi politica e amministrativa senza precedenti. Dopo l’affondo del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, arrivano le accuse della senatrice Antonella Zedda e una nuova iniziativa del partito in Aula con un emendamento che propone la creazione di un fondo per coprire i danni economici dei contenziosi. Truzzu denuncia “due anni disastrosi” segnati da scelte che avrebbero prodotto solo caos: dalla breve e fallimentare parentesi dell’assessore Bartolazzi al commissariamento delle dodici aziende sanitarie, poi bocciato dalla Corte costituzionale. A questo si aggiungono, secondo FdI, i ricorsi milionari che ora gravano sulle casse pubbliche e la vicenda del direttore generale Flavio Sensi, che ha ottenuto dal Tar il riconoscimento dell’illegittimità della sua destituzione e il diritto al reintegro.
Su questo punto interviene anche la senatrice Antonella Zedda, che parla di una presidente “commissariata dai tribunali e dal Governo nazionale” come mai prima nella storia dell’Isola. “A dicembre 2025 la Corte costituzionale ha chiarito che il commissariamento dei direttori generali non poteva essere deciso senza motivazioni – afferma – e oggi il Tar ha ordinato il reintegro immediato e il risarcimento del danno. Davanti a tutto questo, Alessandra Todde dovrebbe dimettersi.” Intanto Fratelli d’Italia porta lo scontro anche sul piano finanziario. Il vicecapogruppo Fausto Piga ha presentato un emendamento alla Finanziaria regionale per istituire un fondo da tre milioni di euro destinato ai contenziosi derivanti dalle nomine e dai licenziamenti dichiarati illegittimi. “Non è una provocazione – spiega – ma un fondo “ripara danni Todde” necessario, perché i manager rimossi senza giusta causa chiederanno il risarcimento dei danni economici e morali.” Secondo Piga, la Regione starebbe nascondendo la reale portata del problema: “La condotta di spoils system della presidente è stata certificata illegittima dalla Consulta e ora rischia di costare milioni ai sardi.”Da qui la richiesta che, almeno politicamente, chi ha sbagliato ne risponda: “Ci auguriamo che a pagare non siano i cittadini, ma chi ha creato questo disastro.”