Santa Teresa, la sindaca Matta sugli israeliani in vacanza: “Sono ospiti civili, non militari ”

Santa Teresa Gallura

Era ora. Dopo settimane di silenzio sul caso dei presunti militari israeliani in vacanza a Santa Teresa Gallura, la sindaca Nadia Matta ha diffuso un comunicato sul suo profilo Facebook personale. “Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine – scrive – non è emerso alcun elemento che faccia pensare alla presenza di militari né a situazioni irregolari. Si tratta di ospiti civili e regolari di una struttura privata”.

La presa di posizione arriva dopo le manifestazioni davanti al resort e le polemiche sui social. “Il sindaco – chiarisce Matta – non ha né competenze né strumenti per conoscere le generalità, la provenienza o l’attività di ogni singolo ospite. Questi compiti spettano esclusivamente alle forze dell’ordine, che operano con costanza e professionalità a tutela della sicurezza pubblica”.

"Non ci risulta che siano militari"

Matta riferisce di essersi “tempestivamente informata presso il titolare dell’hotel interessato e presso le alte autorità competenti” appena apprese dai social le notizie sulle proteste. E definisce “inaccettabile che, senza prove concrete, siano stati rivolti insulti gravi a persone che, fino a prova contraria, sono a tutti gli effetti ospiti civili e regolari”.

Il comunicato ricorda che “in Italia non esiste alcuna legge che vieti la libera circolazione o il soggiorno di cittadini israeliani, così come di altri cittadini stranieri regolarmente in possesso dei requisiti previsti dalla normativa nazionale ed europea”.

"Siamo contro le guerre"

Sul piano politico, la sindaca e la sua amministrazione dichiarano: “Noi stiamo dalla parte della pace, contro tutte le guerre”. Per questo il Consiglio comunale – maggioranza e opposizione insieme – ha inviato ad Anci Sardegna e ad Anci nazionale una proposta di delibera unitaria che impegni tutti i Comuni italiani a condannare i conflitti, a riconoscere la crisi umanitaria a Gaza, a chiedere un cessate il fuoco immediato, l’apertura di corridoi umanitari permanenti, il sostegno concreto alle comunità colpite e il riconoscimento internazionale dello Stato palestinese.

“Non ci schiereremo mai contro un intero popolo – conclude Matta – perché questo rappresenterebbe la più grave e inaccettabile forma di razzismo”.

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