
La tregua referendaria è terminata, la presidente della Regione incassa, al netto del ricorso dell’avvocato Fercia in Cassazione, anche la decisione della Corte d’Appello che limita a una sanzione di 40 mila euro, senza la decadenza, le conseguenze per le violazioni delle norme sulla trasparenza delle spese della campagna elettorale. Dal suo punto di vista, Todde affronta con maggior forza contrattuale la verifica di metà mandato e le richieste di proseguire il rimpasto, peraltro già cominciato. La convinzione nasce anche da un altro aspetto: Gian Franco Satta, dopo aver lasciato le file progressiste, approda nel gruppo “Uniti per Todde”, non più al Partito Democratico. La circostanza affievolisce le speranze dei dem di ottenere un assessore in più. Il maggiore azionista di maggioranza potrebbe vedere frustrate le sue ambizioni, tutt’altro che celate dal segretario regionale Silvio Lai. Il risultato referendario di fatto ha aperto la campagna elettorale per le Politiche del 2027 e la situazione sarda va ora inquadrata all’interno dello scenario nazionale. Alla tregua referendaria seguirà quella elettorale imposta da Conte e Schlein? Al momento tutto per Todde. Bisognerà capire se ci sarà anche il tutti per Todde e Todde per tutti.


