Spagna, Sánchez sceglie il voto anticipato dopo lo scontro sulla casa

Elezioni annunciate per il 29 novembre. Fatali la bocciatura dei decreti sugli alloggi e le proteste in piazza
Pedro Sanchez

La crisi abitativa scuote il governo spagnolo e porta Pedro Sánchez a scegliere le elezioni anticipate. Il premier ha annunciato il ritorno alle urne per il 29 novembre, dopo che il Congresso ha respinto i due decreti sulla casa. L’obiettivo dichiarato è ottenere una maggioranza progressista più ampia per sostenere le riforme e contrastare le disuguaglianze. Decisivi per la sconfitta parlamentare sono stati i sette deputati di Junts per Catalunya, che hanno votato contro insieme al Partito popolare e a Vox. La decisione di Sánchez arriva dopo un fine settimana di consultazioni con ministri e dirigenti socialisti. Intanto, il caro affitti e gli sfratti alimentano le mobilitazioni. A Madrid le stime sulla partecipazione divergono: circa 70mila persone secondo la delegazione del governo, 500mila per gli organizzatori. A Valencia gli scontri si sono conclusi con cinque arresti e nove agenti feriti. Il governo valuta ora di riproporre le misure abitative attraverso un nuovo decreto. Sul fronte elettorale, la sinistra deve affrontare anche le divisioni tra Sumar e Podemos.

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