“Stop all’estate criminale”, Repùblica presenta un esposto in Procura

Campagna contro mega-yacht, party nelle aree protette e occupazioni abusive delle spiagge
Repùblica

Il movimento indipendentista Repùblica presenta un esposto alla Procura della Repubblica contro i presunti abusi che durante l’estate avrebbero interessato spiagge e aree naturali protette della Sardegna. L’iniziativa, ribattezzata “Stop all’Estate Criminale, la tutela non va in vacanza”, prende le mosse da una serie di episodi avvenuti nelle ultime settimane e documentati, secondo il movimento, anche attraverso fotografie e video. Sarà ora la magistratura a valutare l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato. Tra i casi segnalati figurano Palau, dove equipaggi provenienti da mega-yacht avrebbero raggiunto la spiaggia con i tender per allestire pranzi privati con tavoli e gazebo, e l’isola di Mortorio, dove lo specchio acqueo davanti all’area sottoposta a tutela sarebbe stato utilizzato per party con musica e ancoraggi ritenuti irregolari. Nell’esposto vengono citate anche Cala Luna, per la presunta occupazione dell’arenile e delle grotte con gazebo e lettini, e Cala Coticcio, a Caprera, per la presenza di imbarcazioni e gommoni nelle aree sottoposte alle limitazioni del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Repùblica richiama inoltre il fenomeno degli ombrelloni e dei lettini lasciati durante la notte o nelle prime ore del mattino per occupare preventivamente porzioni di spiaggia libera. “Non tolleriamo che la Sardegna venga trattata come una terra senza legge», afferma il movimento, che considera l’esposto «un atto di difesa della nostra dignità e del nostro patrimonio ambientale”. Repùblica allarga poi la critica al modello turistico dell’Isola, sostenendo la necessità di puntare su una fruizione del territorio maggiormente rispettosa dell’ambiente e delle comunità locali. Nel comunicato vengono chiamati in causa anche la Regione e, in particolare, la presidente Alessandra Todde e gli assessorati al Turismo e all’Ambiente, accusati di non essere intervenuti pubblicamente con sufficiente decisione.

Il movimento annuncia infine che continuerà a segnalare eventuali abusi e invita i cittadini a denunciare alle autorità competenti episodi di occupazione, privatizzazione o utilizzo irregolare delle spiagge e delle aree naturali della Sardegna.

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