Tecnocasic: “Un impianto fermo vanifica l’impegno dei cittadini”. Mulas Fiori chiede chiarezza sui tempi
Dal punto di vista finanziario, l’inattività parziale di Tecnocasic ha causato extracosti significativi. Nel 2023, secondo il documento approvato dal Consiglio comunale il 27 marzo (ODG n. 052/2025), sono stati registrati oltre 3,7 milioni di euro di spese aggiuntive per la gestione dei rifiuti, a carico del consorzio e, indirettamente, dei Comuni aderenti. Il Comune di Cagliari paga oggi un costo di 199,99 euro + IVA per tonnellata di rifiuto indifferenziato, ben al di sopra della media nazionale, stimata in 130,45 euro/tonnellata secondo le Linee guida TARI 2025 del MEF. Inoltre, la mancata produzione di energia riduce i ricavi dell’impianto, privando i Comuni di possibili ritorni economici. Le conseguenze non sono solo economiche: il trasporto dei rifiuti in discarica comporta un aumento delle emissioni nocive e l’aggravio ambientale di un sistema che, nelle intenzioni, dovrebbe invece contribuire alla transizione ecologica
Il problema è anche di trasparenza e governance. Il documento presentato dalle Commissioni Ecologia Urbana e Bilancio – presieduta quest’ultima da Giovanni Porrà – ha chiesto formalmente al sindaco e alla giunta di sollecitare il Cacip per la conclusione dei lavori, la pubblicazione di un cronoprogramma bimestrale delle attività e la verifica di eventuali responsabilità contrattuali per i ritardi accumulati. In parallelo, si segnalano due importanti investimenti in arrivo grazie ai fondi del PNRR: dieci milioni di euro per un impianto di trattamento dei pannolini e altri dieci milioni per un impianto di digestione anaerobica dei fanghi, capace di produrre biogas e metano. Si tratta di segnali importanti, ma che non possono bastare a compensare un impianto centrale ancora non operativo.
Francesca Mulas Fiori ha sottolineato come i cittadini abbiano fatto la loro parte. “Dal 2019 l’amministrazione ha chiesto un grande impegno e la risposta è stata positiva. Ora è il momento che gli enti preposti completino la loro parte. Quando i rifiuti non vengono bruciati nel termovalorizzatore e vengono trasportati in discarica, non solo si spendono gli stessi soldi, ma si generano emissioni nocive”. La consigliera evidenzia anche che, una volta ultimato, l’impianto sarà tecnologicamente più efficiente e finalmente in grado di garantire un ciclo dei rifiuti pienamente sostenibile, contribuendo anche alla produzione di energia.