
Tempi più lunghi, costi maggiori, spazi limitati sulle navi, necessità di magazzini dedicati e, da gennaio, l’effetto della carbon tax attraverso il sistema Ets. Il trasporto delle merci da e per la Sardegna continua a pagare un prezzo altissimo all’insularità. Un settore da oltre 1500 aziende e 4000 addetti che, secondo i Riformatori sardi, è stato lasciato per anni senza alcun presidio politico o tecnico.
Da qui la proposta di legge per l’istituzione dell’O.R.ME – Osservatorio regionale delle Merci – presentata in conferenza stampa dal capogruppo Umberto Ticca, dal responsabile Insularità Michele Cossa e dal segretario regionale Aldo Salaris. Otto articoli, 300 mila euro di spesa prevista, e l’obiettivo di “dotare la Sardegna di uno strumento capace di analizzare il settore, raccogliere dati e supportare la Regione nelle politiche sul trasporto e sulla logistica”.
“Non è una soluzione – ha spiegato Ticca – ma un punto di partenza indispensabile. Senza dati non si governa nulla, e il settore merci è stato per troppo tempo ignorato”.
Nel dettaglio, l’Osservatorio dovrà costruire un’anagrafe degli operatori, analizzare flussi, stagionalità, relazioni tra soggetti, offerta reale di cabotaggio, e fenomeni di terziarizzazione. Ne faranno parte gli assessorati ai Trasporti e al Commercio, tre rappresentanti delle categorie e una struttura tecnica composta da personale regionale e consulenti.
Cossa ha ricordato che “il principio di insularità è in Costituzione da tre anni, ma non è stato ancora applicato”. E ha aggiunto: “Se non si governano i processi, prevale la legge del più forte. E a perdere sono gli operatori più piccoli e i consumatori”.
Per Salaris, “la Regione non ha una visione. Noi mettiamo a disposizione uno strumento operativo, concreto e urgente”.


