Tumore alla prostata, Nuoro apre la strada

Al San Francesco una terapia innovativa: è la prima in Sardegna
Staff medico

Cinque sedute anziché 35. Una terapia concentrata in cinque appuntamenti a giorni alterni, senza ricovero, con la possibilità di tornare a casa dopo ogni trattamento. Numeri che raccontano molto più di un progresso tecnologico: raccontano come la medicina possa cambiare il modo di affrontare una malattia, restituendo ai pazienti tempo, autonomia e qualità della vita. E questa nuova frontiera nella cura del tumore alla prostata passa da Nuoro, dove l’ospedale San Francesco ha introdotto, per la prima volta in Sardegna, una tecnica avanzata di radioterapia stereotassica con marcatori fiduciali intraprostatici.
Un primato che accende i riflettori sulla sanità nuorese e sulla capacità di un ospedale del territorio di distinguersi nell’innovazione oncologica. Un risultato che assume un significato particolare in una realtà dove il dibattito sull’assistenza sanitaria è spesso dominato dalle difficoltà, dalle distanze e dalla necessità di raggiungere centri specializzati lontani da casa.
Al centro di questo progresso c’è la radioterapia stereotassica (SBRT) con marcatori fiduciali intraprostatici, disponibile dall’agosto 2024 nella struttura complessa di Radioterapia Oncologica diretta dal dottor Francesco Fenu.
La tecnica permette di indirizzare le radiazioni con estrema precisione sulla zona tumorale, limitando l’esposizione dei tessuti sani circostanti. Per pazienti selezionati, affetti da tumore prostatico localizzato, rappresenta un’opzione terapeutica avanzata, con risultati oncologici comparabili a quelli della chirurgia radicale e un percorso sensibilmente più breve rispetto alla radioterapia convenzionale.
La differenza più evidente riguarda i tempi. Un trattamento radioterapico tradizionale può richiedere fino a 35 sedute distribuite nell’arco di sette-otto settimane. Con la stereotassi ne bastano cinque, effettuate a giorni alterni.

“Con la SBRT passiamo da un trattamento radioterapico classico che dura 7-8 settimane, quindi 35 sedute, o nella sua forma ipofrazionata di 20 sedute, a sole 5 sedute a giorni alterni”, spiega Francesco Fenu, sottolineando come l’efficacia rimanga paragonabile a quella della radioterapia tradizionale, con effetti collaterali contenuti e sovrapponibili, se non inferiori, a quelli dei trattamenti standard.
Dietro questa innovazione c’è il lavoro congiunto delle équipe di Radioterapia Oncologica, Urologia e Fisica Sanitaria. Attraverso il posizionamento di piccoli marcatori all’interno della prostata e una pianificazione personalizzata, i professionisti possono individuare accuratamente l’area da trattare e guidare con precisione la somministrazione delle radiazioni.
Ogni seduta dura circa trenta minuti, si svolge in regime ambulatoriale e consente al paziente di tornare a casa subito dopo. Una prospettiva che cambia concretamente l’esperienza della cura, soprattutto per chi vive nei centri più distanti dall’ospedale.
In un territorio come quello nuorese, dove raggiungere una struttura sanitaria può significare affrontare lunghi spostamenti, passare da 35 appuntamenti a cinque significa ridurre sensibilmente il peso della malattia sulla quotidianità. Meno viaggi, meno giornate sottratte al lavoro e alla famiglia, meno difficoltà organizzative in un momento già segnato da preoccupazioni e fragilità.
Ma il valore di questa esperienza va oltre il beneficio immediato per i pazienti. Racconta una Nuoro capace di essere protagonista dell’innovazione, e non soltanto destinataria di servizi progettati altrove. Una città che, attraverso le competenze dei suoi professionisti e le potenzialità delle proprie strutture sanitarie, dimostra di poter contribuire concretamente al progresso della medicina specialistica in Sardegna.

È il risultato di un patrimonio di professionalità che merita di essere riconosciuto e sostenuto: medici, fisici sanitari, tecnici, infermieri e operatori che, lavorando insieme, rendono possibili percorsi terapeutici complessi e tecnologicamente avanzati.
L’esperienza del San Francesco rafforza così il ruolo dell’ospedale nell’offerta oncologica regionale e amplia le opportunità per i pazienti sardi di accedere a cure innovative senza dover necessariamente lasciare l’isola.
È anche da risultati come questo che si misura il valore di un ospedale: dalla capacità di mettere insieme competenze, tecnologia e attenzione alle persone. A Nuoro, questa volta, la strada dell’innovazione è stata aperta per prima. E il risultato riguarda tutta la Sardegna. (Elena Carta)

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