
“Siamo state le prime in Sardegna a lavorare con le donne con disabilità. Le donne non vengono credute mai figuriamoci quelle con disabilità. Ringrazia che hai trovato uno, si sentono rispondere”. Le parole riecheggiano nell’auditorium “Giovanni Lilliu” di Nuoro durante la prima delle tre giornate dedicate al contrasto del femminicidio e a pronunciarle è Luisanna Porcu, coordinatrice del centro antiviolenza “Onda Rosa”, che racconta la dura realtà di una società dipinta come matriarcale dietro la quale si nasconde una subcultura di segno totalmente opposto. “Noi donne sappiamo quanto veniamo o meno credute”, incalza Porcu. “Il consenso deve essere libero attuale e revocabile e invece su questo aspetto si fanno già le barzellette in Sardegna, in questa terra patriarcale”. Un altro racconto riguarda una donna che ha subito ripetute violenze perché costretta dal bisogno, dalla necessità di comprare le scarpe per i figli. “È proprio in questa fase che il lavoro dei centri antiviolenza assume un ruolo decisivo: non soltanto interrompere la spirale degli abusi, ma creare le condizioni perché una donna possa riconquistare indipendenza, sicurezza e prospettive per il futuro”. Onda Rosa segue attualmente circa 400 donne di Nuoro e della provincia. Il centro non offre soltanto ascolto e sostegno nel percorso di uscita dalla violenza, ma accompagna le donne anche nelle fasi più concrete e delicate della ricostruzione della propria autonomia, compresa la ricerca di una nuova casa e l’avvio di una nuova vita. Per chiedere aiuto o rivolgersi al centro antiviolenza Onda Rosa è possibile contattare il numero unico 0784 38883.


