
“Una scelta grave, assunta senza alcun confronto con la Regione, con gli enti locali e con le comunità interessate, che scarica sull’isola costi, rischi e responsabilità che non possono essere affrontati con atti unilaterali calati dall’alto.” Con queste motivazioni il Partito Democratico della Sardegna ha annunciato l’adesione alla mobilitazione promossa dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, contro il trasferimento nell’Isola di detenuti sottoposti al regime del 41-bis. “La Sardegna – afferma il segretario regionale, Silvio Lai- non può diventare la soluzione di comodo per scelte sbagliate del Governo. Il trasferimento di detenuti al 41-bis deciso senza confronto istituzionale è un atto di arroganza politica e di totale disinteresse verso le specificità dell’isola. È giusto mobilitarsi, far sentire una voce unitaria che dica chiaramente che la Sardegna non ci sta e non accetta decisioni imposte che incidono sulla sicurezza, sull’economia e sulla coesione sociale dei territori.” Dello stesso avviso il capogruppo in Consiglio regionale, Roberto Deriu: “Siamo di fronte a un’operazione che rischia di trasformare la Sardegna in una sorta di retrovia penitenziaria nazionale. Una scelta che non tiene conto dell’impatto sui territori, sulle strutture esistenti e sul tessuto economico e sociale. Il Governo ha il dovere di fermarsi, aprire un confronto vero e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, invece di scaricarle su una regione che già paga pesantemente i limiti dell’insularità.”