600 passeggeri da ieri nel “Campeggio Milano Linate”: partenza per la Sardegna prevista all’una di stanotte

C’è chi ha perso un funerale. Chi ha passato la notte su una brandina con i figli piccoli. Chi si è sentito male. Chi ha pianto. E chi, semplicemente, ha aspettato: ore, poi una notte intera, poi un giorno intero, e ora un’altra notte.

È il racconto di Lazzaro Cadelano, cagliaritano rimasto bloccato a Linate da sabato pomeriggio insieme a circa 600 sardi, dopo la cancellazione di tre voli Aeroitalia diretti in Sardegna – due per Cagliari e uno per Olbia. Il disguido è cominciato nel tardo pomeriggio di ieri, 28 giugno. La partenza, se tutto andrà come annunciato, non avverrà prima dell’una di stanotte, tra domenica e lunedì. Oltre trenta ore in aeroporto.

“Situazione surreale – spiega Cadelano – tre voli cancellati e 600 persone circa coinvolte. Stanche, arrabbiate, alcune malate. Anziani, donne incinte, bambini. La maggior parte sono sardi, con il diritto di tornare a casa. E nessuno ci ha aiutati.”

La rabbia esplode

Secondo il suo racconto, la compagnia non ha fornito né voli sostitutivi né assistenza reale, limitandosi a comunicare che i passeggeri avrebbero dovuto recuperare i bagagli “al nastro 4” e provvedere da sé. I voli di oggi erano già pieni. Quelli di domani pure. “Se volete tornare in Sardegna – avrebbe detto ieri sera Aeroitalia – comprate un biglietto nuovo.” Ecco quanto racconta Cadelano: “Il call center Aeroitalia non rispondeva. Il personale a terra era spaesato. La polizia provava a calmare gli animi. La gente è a pezzi, qualcuno piange. C’è chi non riuscirà a tornare per un funerale. Ognuno ha una storia, ma la cosa più significativa è che non c’è tutela.”

Campeggio Linate

Nell’area partenze di Linate ieri notte si è formato un accampamento improvvisato. “Campeggio Linate” lo ha ribattezzato Cadelano, con sarcasmo. “Brandine gratuite e aria condizionata. Basta che ti cancellino il volo, poi verrai abbandonato in aeroporto senza sapere quando potrai ripartire.”

La notte di ieri insomma è trascorsa per terra, su brandine distribuite dal personale aeroportuale. Brandine poi requisite alle 5,30 di stamattina “forse perché non vogliono fare brutta figura con i viaggiatori che devono partire la mattina presto. Fatto sta che siamo accampati a terra dalle 5.30 di stamattina”.

Nessun pasto, salvo un voucher da 7 euro consegnato dopo ore. “Una bottiglietta d’acqua. Nessun autobus per portare in hotel. Le famiglie con bambini hanno dovuto anticipare i soldi per taxi e pernottamenti, con la promessa (non confermata) di un rimborso.”

Si parte stanotte (forse)

Solo a metà mattina di oggi, intorno alle 10, arriva una comunicazione parziale: Aeroitalia prevede di far partire due voli notturni, uno a mezzanotte e uno all’una. Ma non è chiaro chi salirà su quale volo, né quale sarà la destinazione precisa. “Se tutto va bene – conclude il passeggero cagliaritano – torneremo a casa alle 2.30 del mattino di lunedì, per un volo che doveva atterrare sabato alle 21.20. Due notti in aeroporto. Trattati come pacchi dimenticati. Senza diritti, senza risposte.”
prova
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