Farmaci equivalenti, in Sardegna stimato un potenziale risparmio di 5 milioni di euro all’anno

Il loro utilizzo consente di garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini e la riduzione della spesa sanitaria
IMG-20260618-WA0018

La Sardegna rappresenta un’eccellenza nell’adozione dei medicinali equivalenti, configurandosi come un caso virtuoso soprattutto nel confronto con le altre regioni italiane. Tuttavia, se raggiungesse un tasso di adozione del 46%, in linea con la media del Nord Italia, potrebbe realizzare risparmi stimati in circa €5 milioni di euro l’anno; un potenziale risparmio concreto, in grado di ridurre la compartecipazione privata alla spesa farmaceutica e migliorare l’accessibilità economica alle cure.

Sono questi alcuni dei dati più rilevanti emersi dallo studio condotto da I-Com, Istituto per la Competitività, e promosso da Sandoz SpA, filiale italiana della multinazionale elvetica leader nei farmaci equivalenti e biosimilari, illustrato e discusso in occasione della tavola rotonda istituzionale “Il farmaco equivalente: un salvagente sostenibile nel mare del Sistema Sanitario”, svoltasi oggi a Cagliari. All’evento hanno preso parte rappresentanti delle Istituzioni, professionisti del mondo clinico e farmaceutico insieme ad esperti di politiche sanitarie.

La Regione Sardegna si autofinanzia fortemente per quanto riguarda la spesa sanitaria: in merito all’utilizzo dei farmaci equivalenti, registra un’incidenza sul totale della spesa rimborsata dal SSN pari al 33%, un valore di poco superiore rispetto alla media nazionale del 31,9%. Per quanto riguarda le unità rimborsate, si rileva invece un’incidenza inferiore rispetto alla media nazionale, dato che segnala un utilizzo delle risorse relativamente più razionale rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno.

Lo studio di I-Com stima che un ulteriore incremento del consumo degli equivalenti di appena un punto percentuale comporterebbe una riduzione media della compartecipazione della spesa dei cittadini pari all’1,87%. Nel 2024 i cittadini italiani hanno speso complessivamente oltre 1 miliardo di euro scegliendo farmaci originatori, non più coperti da brevetto, al posto dei loro corrispettivi equivalenti, interamente rimborsati dal SSN. Si tratta di una spesa completamente evitabile, che grava esclusivamente sui cittadini. Nella sola Sardegna, questa componente di spesa evitabile rappresenta il 13,3% della spesa farmaceutica regionale. Il raggiungimento di livelli di utilizzo dei farmaci equivalenti analoghi a quelli osservati nel Nord Italia genererebbe per la Regione un risparmio di circa 5 milioni di euro l’anno.

prova
cropped-favicon-sn24.png
Condividi

Articoli correlati