Sanità in Sardegna, Bartolazzi risponde alle accuse: “A Sassari 22 milioni in più, non in meno”
Nel suo intervento, Bartolazzi ha accusato l’opposizione di diffondere una narrazione “volutamente parziale e manipolatoria della realtà”, con l’obiettivo di generare sfiducia e allarme nella popolazione. “Tesi destituite di ogni fondamento”, le ha definite, sostenendo che la verità sia diametralmente opposta: per Sassari e provincia, ha affermato, sono previsti fondi aggiuntivi che andranno a beneficio diretto dei servizi e delle cure ai cittadini.
Secondo quanto spiegato, la revisione delle assegnazioni è legata all’arrivo dei bilanci consuntivi 2022, i primi disponibili dopo la soppressione dell’ATS. Solo con quei dati è stato possibile effettuare una stima attendibile dei fabbisogni reali delle aziende sanitarie. Nel caso della ASL 1, la previsione iniziale si è rivelata sovrastimata, in particolare per quanto riguarda la spesa per il personale.
“La spesa triennale prevista per il personale era di oltre 172 milioni di euro, con un incremento del 19% rispetto al valore attuale,” ha scritto Bartolazzi. Il piano assunzionale stimava circa 600 nuove unità, un numero che, alla luce dei dati aggiornati, è risultato insostenibile. Questa sovrastima avrebbe compromesso l’equilibrio complessivo della programmazione sanitaria.
La rimodulazione, ha precisato l’assessore, ha avuto effetti positivi anche sull’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari, l’unica del Nord Sardegna dotata di DEA di II livello. All’AOU sono stati destinati oltre 42 milioni di euro aggiuntivi, permettendo lo sblocco del bilancio previsionale per il 2025. Senza questi fondi, ha avvertito, l’attività dell’azienda sarebbe rimasta paralizzata per tutto l’anno, con il rischio di bloccare assunzioni e servizi.
Sommando l’incremento per l’AOU ai fondi assegnati alla ASL 1, il saldo per il territorio sassarese è positivo: “Il netto dell’assegnazione all’area è di 22 milioni di euro in più rispetto alla precedente programmazione,” ha dichiarato Bartolazzi. “Altro che tagli: si tratta di un rafforzamento complessivo, calibrato sui dati reali.”
Durante una recente audizione in Consiglio regionale, lo stesso Bartolazzi ha ammesso che la sanità sarda ha “toccato il fondo”. Disorganizzazione, difficoltà nel coordinamento tra ospedali e territorio e mancanza di dialogo tra i livelli istituzionali restano problemi aperti. Ma, ha assicurato l’assessore, il nuovo percorso mira a ricostruire un sistema sanitario “efficiente, trasparente e adeguato ai bisogni reali delle persone”.