
“Quasi due ore e mezza d’attesa in media all’interno dei pronto soccorso dell’Isola, oltre 496mila accessi nel 2025 e 242 ingressi in pronto soccorso ogni mille abitanti che piazza l’Isola al penultimo posto in Italia”. È la fotografia dei pronto soccorso della Sardegna, realizzata da uno studio della Uil Fp, dalla quale “emergono elementi di riflessione e preoccupazione, la situazione dei pronto soccorso è drammatica”. Lo sostengono il segretario generale regionale Mimmo Foddis, il segretario organizzativo regionale Massimo Marceddu, il segretario regionale Fabio Sanna e il coordinatore regionale medici Giovanni Pinna.
Dall’analisi emerge che oltre la metà degli accessi è costituito dai cosiddetti codici minori, che dovrebbero essere gestiti in altri contesti. Solo il 15% dei pazienti che finiscono in ospedale viene ricoverato, il 52% viene rinviato a casa. Il tempo d’attesa in pronto soccorso è di 205 minuti, “tra i più alti d’Italia”, ribadiscono dalla Uil Fp. Lo studio condotto dal sindacato si concentra poi sui numeri mettendo a confronto gli accessi prima della riforma della rete ospedaliera del 2017 e oggi dal quale emerge un aumento del’8%: si è passati da circa 460mila a 496mila. La concentrazione maggiore si registra sulle 2 grandi aree urbane di Sassari con 205.000 circa e Cagliari con 190.000 circa, contro il dato precedente di 145mila del Nord Sardegna (crescita oggi del 45% circa), i 220mila del Sud Sardegna contro i 190mila di oggi, pari a una decrescita del 10%.