
La povertà a Cagliari non è un’emergenza passeggera: è un fenomeno strutturale. Lo dicono i numeri. Nel solo ultimo anno, la Caritas diocesana ha ricevuto oltre 180 000 richieste di aiuto, con un aumento di 20 000 unità rispetto all’anno precedente. Ogni giorno vengono serviti quasi 200 pasti nella mensa cittadina, per un totale annuo di 121 084 pasti, cui si aggiungono 13 000 pacchi alimentari distribuiti alle famiglie in difficoltà.
Per rispondere a questa emergenza cronica, è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Cisl di Cagliari – con il suo Caf, il patronato Inas e la Federazione dei pensionati – e la Caritas diocesana. L’obiettivo è aiutare le persone che, per barriere linguistiche, tecnologiche o culturali, non riescono ad accedere ai servizi pubblici di assistenza.
Saranno i Centri di ascolto della Caritas a segnalare i casi più critici, mentre la rete della Cisl offrirà consulenza e accompagnamento per ottenere sussidi, evitare errori burocratici e far valere i propri diritti. «Chi vive in precarietà spesso non sa di avere diritto a un aiuto», spiegano Giuseppe Atzori (Cisl) e don Marco Lai (Caritas). Un’alleanza concreta per portare il welfare dove non arriva.


