Simona Delogu, la sorella: “Allontanamento volontario? Dubbi legittimi e profondi”

“Ho fatto il mio dovere di sorella e cittadina. No al ribaltamento della realtà”
Simona Delogu

Nuovo capitolo della vicenda della scomparsa e del successivo ritrovamento di Simona Delogu, la donna di Santa Teresa di Gallura di cui si erano perse le tracce e poi localizzata insieme al fidanzato in un bar di Olbia. Nei giorni scorsi la sorella Pamela ha pubblicato un post sui social in cui precisava che la ragazza non aveva fatto ritorno a casa, ricevendo le risposte di alcuni profili di Facebook che riferivano di una permanenza volontaria della ragazza a Ozieri. Oggi la sorella è tornata sulla vicenda con un lungo post, intitolato: “Chiarimento doveroso e replica alle falsità diffuse sul web”. “​Desidero intervenire pubblicamente”, scrive su Facebook, “per fare definitiva chiarezza e porre fine alle speculazioni e ai commenti diffamatori che stanno circolando in merito alla recente vicenda che ha coinvolto la mia famiglia. ​Trovo inaccettabile dovermi difendere o giustificare per aver agito con senso di responsabilità e senso civico. Ogni iniziativa intrapresa ha avuto un fondamento reale ed estremamente grave. Ci tengo a precisare che l’allarme non è partito arbitrariamente da me, bensì da terze persone, a loro volta allarmate da fatti oggettivi ​Nello specifico, tra la notte del 1° e del 2 luglio, si è verificato un violento episodio di aggressione ai danni di mia sorella all’interno di un bed & breakfast; un evento purtroppo non isolato. In quell’occasione, sono state allertate le Forze dell’Ordine, le quali hanno successivamente provveduto a contattare me. Di fronte a uno scenario del genere, ho semplicemente fatto il mio dovere di sorella e di cittadina, agendo per la tutela e l’incolumità di un familiare. Se questo gesto di doverosa protezione ha infastidito qualcuno, non è una mia responsabilità”.

“Allontanamento volontario? Sarebbe bastato comunicarlo”

Pamela Delogu respinge la tesi dell’allontanamento volontario. ​“La dinamica degli eventi”, prosegue, “continua a lasciarci profondi e legittimi dubbi. Se la volontà fosse stata semplicemente quella di trasferirsi o allontanarsi, sarebbe bastato comunicarlo serenamente a nostra madre, evitando di creare una situazione di tale gravità. A tutti coloro che oggi si nascondono dietro a uno schermo per giudicare, insultare o minimizzare il dolore altrui, auguro di non dover mai provare nemmeno un briciolo dell’angoscia e dell’apprensione che la mia famiglia ha vissuto in queste ore. E, soprattutto, auguro a chiunque si permetta di criticare, di non incontrare mai sulla propria strada una persona della stessa natura di chi ha causato tutto questo”.

“No alle strumentalizzazioni”

​“Da questo momento in poi, non tollererò ulteriori repliche o strumentalizzazioni e mi riservo di tutelare la mia immagine e la mia famiglia nelle sedi opportune. Trovo profondamente sconcertante e inaccettabile il tentativo, in atto in queste ore, di capovolgere la realtà dei fatti: è paradossale che l’intervento a sostegno di una donna vittima di violenza fisica venga strumentalizzato per dipingere chi ha prestato soccorso come “carnefice” e l’autore del gesto come “vittima”. Questo grottesco ribaltamento dei ruoli non è solo offensivo, ma rappresenta una deriva sociale allarmante, E con questo chiudo”, conclude la sorella di Simna

La precisazione: “IL B&B” non ha chiamato i Carabinieri

Sotto il post, compare la precisazione da un profilo con il nome Marcella De Luca: “Brava Pamela, però ci tengo a precisare che il b&b non ha chiamato i carabinieri , per i motivi che tu sa. Oltre il danno la beffa”. Risponde Pamela: “Marcella DE Luca il post non voleva intendere che la chiamata fosse partita da voi tranquilla marce. Eh infatti oltre il danno la beffa e pure gli insulti”. Seguono altri commenti di solidarietà alla famiglia.

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