Fenosu, dalla rottura Dass-Aeronike alla concessione Enac: cronaca di un fallimento annunciato

Giacomo Cao

C’è un momento preciso in cui Fenosu ha perso la sua prima vera occasione. Non è il giorno in cui l’aeroporto si è fermato, né quello in cui l’Enac ha assegnato una concessione ventennale a un soggetto che non l’ha mai reso operativo. Il primo vero treno passato e non agganciato è stato il progetto comune tra il Distretto aerospaziale della Sardegna (Dass) e Aeronike. Mai decollato “per diversità di vedute sugli sviluppi e sugli obiettivi”.

Un progetto serio, industriale, che avrebbe potuto portare prestigio, ricerca, sviluppo, e nuove prospettive operative su Fenosu. La società veicolo Fenair era stata costituita proprio per questo: “Quando abbiamo costituito Fenair, Aeronike deteneva l’80% e noi il 20%”, racconta oggi Giacomo Cao, presidente del Dass. “Era chiaro fin dall’inizio che il partner di maggioranza avrebbe avuto un peso determinante nelle decisioni operative. Abbiamo lavorato insieme circa un anno, ma col tempo sono emerse diversità di vedute sugli obiettivi e sui metodi da seguire. In sintesi, non ci siamo trovati su una linea condivisa e, a quel punto, abbiamo ritenuto più corretto uscire dalla società.”

Perché Tortolì e non Fenosu?

“La scelta di Tortolì è stata determinata esclusivamente da fattori infrastrutturali: era l’unico aeroporto già operativo al momento, avendo riaperto a giugno 2023. Fenosu, invece, era ed è ancora chiuso e inutilizzabile per i test” sottolinea Cao.

Oggi il presidente del Distretto non usa toni polemici ma esplicita il punto: “Non mi sento di dare un giudizio su Fenosu in sé, è una competenza che spetta ad altri. Se ci saranno le risorse, spero possa essere riaperto. Oggi però il problema resta la mancanza di fondi: il Dass non ha le capacità finanziarie per sostenere la riapertura di un aeroporto.”

Nel frattempo Tortolì ha potuto raccogliere ciò che Fenosu ha lasciato andare: “L’aeroporto ogliastrino ha avuto il vantaggio di ospitare immediatamente un progetto innovativo, perché disponeva già delle infrastrutture necessarie”.

Enac - Sogaeor: la concessione sotto attacco

Se la mancata collaborazione Dass-Fenosu è il primo livello dell’occasione persa, il secondo arriva subito dopo: l’intera infrastruttura resta inattiva. E qui si inserisce il passaggio della concessione ventennale rilasciata da Enac a Sogaeor, pur in assenza di un piano operativo concreto. Un accordo che sta destando enorme polemiche politiche e che è stato oggetto di una interrogazione parlamentare presentata dal deputato Silvio Lai, del Pd. Prossimamente dovrebbe esserci anche un incontro tra la Regione e Sogaeor, la società di gestione di Fenosu: l’ente sembra intenzionato a modificare lo status quo in modi che al momento non sono ipotizzabili. Infine, sotto tutto questo, il grande paradigma sardo: ancora una volta un’infrastruttura pubblica nata per dare sviluppo al territorio si è persa nei meccanismi inceppati di società miste, istituzioni deboli e attori privati incapaci di chiudere i progetti. Fenosu resta fermo. E si aggiunge, con la sua pista vuota, alla lunga teoria delle incompiute sarde.
prova
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