
Dagli Usa a Cagliari, passando per il resto dell’Isola: tra scetticismo e folle di adoratori è boom per il semaglutide e i suoi derivati, un farmaco suggerito per i diabetici che ha un clamoroso effetto anoressizzante. Chi lo prende, sotto rigido controllo del medico (possibilmente endocrinologo) racconta di dimagrimenti clamorosi. Perché quella punturina in pancia, da 400 euro al mese più o meno, leva l’appetito e in quattro settimane fa scendere la bilancia e la pancia anche di dieci chili. “Ovviamente non è per tutti”, spiega un farmacista che preferisce l’anonimato, “la somministrazione presuppone analisi mediche positive, la visita medica e il via libera dello specialista. Che insieme alla dose indica anche la dieta da seguire”. Che è abbastanza semplice: pochi carboidrati, molta acqua, proteine e verdure. E po’ di movimento, per far camminare il metabolismo. Che succede al pancreas, inibito di fatto dal farmaco? “Non ci sono studi scientifici che sconsiglino l’uso prolungato di questi farmaci”, spiega sui social Alberto Langione, medico cagliaritano, una sorta di autorità del campo. Nel suo studio di via Cugia 15 a Cagliari, Langione vede ogni settimana decine di pazienti. Ognuno con la sua storia e non tutti chiamati a dimagrire con semaglutide o Mounjaro. Che sono però i farmaci più in voga per ottenere un pronto effetto.