
Una firma ogni 715 abitanti, l’Isola si afferma una delle regioni che ha più a cuore l’eutanasia attiva. La legge prevede la presa in carico da parte del servizio sanitario nazionale, con conclusione delle verifiche entro trenta giorni dalla richiesta.
L’obiettivo della proposta di legge è avere la possibilità di porre fine volontariamente alla propria vita, anche con l’aiuto attivo del personale sanitario.
Per poter accedere alla morte volontaria assistita, la persona dovrà essere pienamente capace di intendere e di volere rispetto alla sua salute, oltre che essere affetta da una patologia irreversibile.
In tutta Italia il diritto al “suicidio assistito” è già legale, a determinate condizioni, grazie alla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale sul caso “Cappato-Dj Fabo”. Quello che manca sono procedure pratiche e tempi certi. Nelle liste d’attesa, i cittadini attendono anche due o tre anni prima di ottenere una risposta. Alcuni pazienti, inoltre, vengono discriminati perché, a causa delle loro patologie, non sono in grado di autosomministrarsi il farmaco letale. L’associazione Luca Coscioni chiede di estendere il diritto anche all’eutanasia per mano di un medico.
L’associazione “Luca Coscioni” ha depositato martedì mattina in senato le 74 mila firme raccolte sulla proposta di legge per legalizzare tutte le scelte di fine vita, inclusa l’eutanasia attiva. Ci sono state 57 mila firme online in due settimane e 17 mila raccolte ai tavoli organizzati dagli attivisti dell’associazione.
“Siamo grati alle persone che hanno sottoscritto la proposta di legge – dichiarano la segretaria nazionale e il tesoriere dell’associazione – i parlamentari italiani avranno sul tavolo un testo che rafforza ed estende i diritti umani. E’ una proposta alternativa a quella presentata dal Governo, ed è a disposizione di tutti i parlamentari, di qualunque partito e schieramento, che vorranno difendere la libertà di scelta delle persone che soffrono”.


