Attivisti e turisti insieme a Santa Teresa davanti al resort dei militari israeliani in vacanza

La manifestazione di ieri a Santa Teresa

C’erano attivisti e turisti. Teresini e persone provenienti da altri comuni. La protesta è stata numerosa, e trasversale: «E questa è la cosa che ci ha fatto più piacere» commenta Vittoria Nicoli del gruppo Lungoni per la Palestina, che ieri ha organizzato la manifestazione di protesta contro la presenza di militari israeliani in vacanza a Santa Teresa. Il corteo si è radunato davanti al resort che ospita gli israeliani dal tardo pomeriggio fino a sera inoltrata.

“Chi sono e cosa vogliono gli israeliani?”

Al centro della protesta, la denuncia della presenza in paese di cittadini israeliani descritti dagli attivisti come militari e dirigenti di Cellcom, la maggiore compagnia di telecomunicazioni israeliana. «Parliamo di un’azienda inserita nelle liste ONU e oggetto di rapporti di diverse ONG — ricordano — perché attiva negli insediamenti nei Territori Occupati».

“Scortati ovunque da pattuglie della Polizia”

Gli interventi hanno toccato anche il tema della protezione garantita a questi ospiti dalle forze dell’ordine italiane. «Si muovono scortati da più macchine della polizia. Tutto a spese dello Stato» accusa Nicoli, parlando di un evidente paradosso se confrontato con «l’abbandono a cui è lasciata la popolazione palestinese. Per non parlare della Flotilla, che è inerme di fronte agli attacchi dell’esercito israeliano. Invece, questi che sono qui in Gallura non si muovono senza una scorta di diverse pattuglie della Polizia». La manifestazione si è conclusa rilanciando una domanda rivolta alle istituzioni: «Cosa vengono a fare qui, protetti dalle nostre forze dell’ordine? Perché lo Stato italiano deve garantire loro questa tutela?». Per gli attivisti, interrogativi che restano senza risposta.
prova
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