Attivisti e turisti insieme a Santa Teresa davanti al resort dei militari israeliani in vacanza
La manifestazione di ieri a Santa Teresa
Al centro della protesta, la denuncia della presenza in paese di cittadini israeliani descritti dagli attivisti come militari e dirigenti di Cellcom, la maggiore compagnia di telecomunicazioni israeliana. «Parliamo di un’azienda inserita nelle liste ONU e oggetto di rapporti di diverse ONG — ricordano — perché attiva negli insediamenti nei Territori Occupati».
Gli interventi hanno toccato anche il tema della protezione garantita a questi ospiti dalle forze dell’ordine italiane. «Si muovono scortati da più macchine della polizia. Tutto a spese dello Stato» accusa Nicoli, parlando di un evidente paradosso se confrontato con «l’abbandono a cui è lasciata la popolazione palestinese. Per non parlare della Flotilla, che è inerme di fronte agli attacchi dell’esercito israeliano. Invece, questi che sono qui in Gallura non si muovono senza una scorta di diverse pattuglie della Polizia».
La manifestazione si è conclusa rilanciando una domanda rivolta alle istituzioni: «Cosa vengono a fare qui, protetti dalle nostre forze dell’ordine? Perché lo Stato italiano deve garantire loro questa tutela?». Per gli attivisti, interrogativi che restano senza risposta.