
Yayi Bayam Diouf non è una figura politica qualunque. È una donna che, dopo aver perso il figlio nel 2006 in un naufragio durante un tentativo di migrazione verso l’Europa, ha trasformato il lutto in un impegno civile che ha cambiato il volto del suo villaggio, Thiaroye-sur-Mer, alla periferia di Dakar. Da allora guida il Collectif des Femmes pour le Développement Intégré, una rete di donne che offre alternative concrete alla partenza: microcredito, formazione, pesca sostenibile, piccole imprese locali. Il suo lavoro, sostenuto da organizzazioni internazionali e riconosciuto dall’Onu, è oggi un modello africano di lotta alle cause dell’emigrazione.


