Corsa contro il tempo per la Legge Zuncheddu: entro metà dicembre servono 50 mila firme

Nelle sagre di paese la raccolta firme diventa decisiva per una legge nazionale che la politica ha ignorato
Beniamino Zuncheddu

C’è un’Italia che raccoglie firme e un’altra che guarda. La prima è fatta di persone che si organizzano, montano banchetti, affrontano la pioggia. La seconda è quella dei partiti, che da mesi restano fermi, incapaci di sostenere una legge che parla di giustizia e dignità. La Legge Zuncheddu nasce dentro questo scarto: un’iniziativa popolare che riempie un vuoto lasciato dalla politica.

“Questa legge doveva farla il Parlamento – dice Irene Testa, garante dei detenuti della Sardegna – ma nessuno si è mosso. E allora abbiamo dovuto pensarci noi.”
La voce è ferma, non rassegnata. Da mesi coordina una rete di volontari che attraversa l’isola con i moduli in mano. Ogni firma richiede tempo, spiegazioni, autenticazioni. Eppure la risposta c’è. “La Sardegna si sta muovendo. C’è una generosità enorme, ma servono ancora firme, e servono persone che ci aiutino a raccoglierle.”

Volontari “una tantum” cercasi

Nelle prossime settimane tutto si gioca sulle sagre di paese, e chi coordina la campagna lo sa bene. I volontari si aspettano molto da questi ultimi appuntamenti, ma chiedono rinforzi. Servono persone che, anche solo per un giorno, si fermino a un banchetto, aiutino a spiegare, a raccogliere, a fare numero. A Samugheo, a Siurgus Donigala, Nuoro. A Gonnosfanadiga, e Tiana: volontari cercasi, c’è un sardo innocente da salvare un’altra volta.
prova
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