Regionali, l’istuto Cattaneo: “Equilibrio tra i poli. Con Rosatellum rischio pareggio alle Politiche”

La Sardegna potrebbe essere decisiva
Comuni al voto

Le recenti elezioni regionali non hanno prodotto sorprese, ma hanno confermato un dato politico rilevante: in Italia esiste oggi un sostanziale equilibrio tra centrodestra e centrosinistra allargato al M5S. Lo afferma l’Istituto Cattaneo, che sulla base dei risultati delle tornate locali dal 2023 ad oggi ha elaborato una simulazione dell’eventuale esito delle prossime elezioni politiche qualora restasse in vigore il Rosatellum. Secondo il centro studi, se il centrosinistra si presentasse unito – come già avvenuto in molte regioni – il quadro nazionale potrebbe diventare altamente incerto, fino a sfiorare un vero e proprio pareggio di seggi.

Un’Italia divisa in cinque aree politiche

Dalla proiezione del Cattaneo emerge un Paese spaccato in aree politiche quasi simmetriche: Nord e Centro tendenzialmente favorevoli al centrodestra; Zona tradizionalmente “rossa” e grandi regioni del Sud più inclini al centrosinistra; Sicilia, Calabria e Sardegna: veri e propri “campi di battaglia”, decisivi per gli esiti degli uninominali. È in questi territori, infatti, che la convergenza del voto progressista su candidati unitari potrebbe rimettere in gioco collegi tradizionalmente incerti.

Meloni non perde terreno, ma la partita si riapre

Nella sua analisi il Cattaneo chiarisce che, pur non essendo stato “battuto” nelle regionali, il governo Meloni non può considerare scontata la vittoria alle prossime Politiche. La dimostrata capacità del centrosinistra di fare sintesi territoriale apre infatti “una competizione reale anche a livello nazionale”, a differenza di quanto avvenuto nel 2022.

Riformare o non il sistema elettorale?

L’istituto chiude la sua analisi ponendo un interrogativo cruciale L’Italia vuole un sistema che può produrre esiti incerti e maggioranze fragili, o preferisce un meccanismo che garantisca vittorie nette come nelle recenti regionali? Con il Rosatellum, avverte il Cattaneo, il rischio è quello di un Parlamento senza un vincitore chiaro, o addirittura della necessità di un governo frutto di accordi tra partiti appartenenti a coalizioni opposte. Un paradosso che potrebbe rendere inevitabile, nei prossimi mesi, la riapertura del dibattito sulla legge elettorale.
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