Scorta di terzo livello all’assessora Manca, Forza Italia chiede chiarezza

Misura adottata in casi gravissimi
Desiré Manca, assessora al Lavoro (foto da Facebook)

Una scorta di terzo livello assegnata a un assessore regionale. Una misura solitamente riservata a magistrati in prima linea contro la criminalità organizzata, figure istituzionali sotto minaccia terroristica o personalità esposte a rischi gravissimi e documentati. È questa la notizia riportata da La Nuova Sardegna e che ha suscitato la reazione del gruppo consiliare di Forza Italia

La nota degli azzurri

Il consiglieri hanno diffuso una nota dai toni formalmente allarmati, chiedendo spiegazioni urgenti sulla tutela assegnata all’assessora regionale Desiré Manca. Secondo quanto riportato dal quotidiano, la rappresentante della Giunta regionale avrebbe a disposizione una scorta di terzo livello – una protezione che prevede almeno due agenti armati e un’auto di servizio, spesso blindata-. Un dispositivo che, ricordano gli azzurri, viene disposto dal Ministero dell’Interno o attivato privatamente a proprie spese.

Livello di protezione elevato

“Siamo seriamente preoccupati per cosa possa essere accaduto di così grave in Sardegna da giustificare un provvedimento di questa portata” scrivono i consiglieri regionali di Forza Italia, che si domandano se esistano minacce reali e documentate tali da richiedere un livello di protezione che “nell’isola non si vedeva dai tempi più bui del banditismo” o se si debba ipotizzare “addirittura la presenza di infiltrazioni mafiose.”

La richiesta di chiarimenti

Pur condannando ogni forma di violenza e intimidazione, gli esponenti forzisti chiedono “massima trasparenza” e invitano l’amministrazione regionale a chiarire la natura delle presunte minacce che avrebbero portato all’assegnazione della scorta. “I sardi hanno il diritto di sapere se la sicurezza della propria assessora sia realmente in pericolo – si legge nel comunicato – perché la sicurezza di chi amministra è un bene prezioso, ma la verità lo è ancora di più.” La vicenda, ancora avvolta nel riserbo istituzionale, apre una serie di interrogativi sulla situazione della sicurezza in Sardegna e sul contesto che avrebbe portato all’attivazione di una misura così eccezionale”

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