Putin: “La guerra finirà solo quando la Russia avrà raggiunto i suoi obiettivi”

Il presidente russo accusa l’Occidente: “Non siamo stati noi ad iniziare il conflitto”
Vladimir Putin

La guerra in Ucraina terminerà solo quando la Russia avrà ottenuto ciò che considera essenziale per la propria sicurezza e identità. A ribadirlo è stato Vladimir Putin, in un’intervista concessa al network India Today, in cui il presidente russo ha ribaltato la narrazione del conflitto accusando Kiev e l’Occidente di aver trascinato Mosca nella guerra. Secondo Putin, non sarebbe stata la Russia ad aprire le ostilità nel febbraio 2022, bensì l’Ucraina — «manovrata dalle potenze occidentali», come sostiene — a provocare l’escalation. «L’Occidente ha sostenuto il colpo di Stato e orchestrato gli eventi che hanno portato alla crisi in Crimea e poi nel Donbass», ha dichiarato, aggiungendo che Mosca avrebbe tentato la via diplomatica senza ottenere risultati. «Non abbiamo avuto altra scelta», ha affermato, giustificando l’azione militare come risposta a un conflitto già in corso in quei territori.

“Proteggere popolazione russofona”

Quando le giornaliste di India Today, Anjana Om Kashyap e Geeta Mohan, gli hanno chiesto cosa rappresenti per lui una vittoria, il presidente russo ha indicato una serie di condizioni legate alla tutela dell’identità russa. Putin ha evocato i presunti abusi contro la popolazione russofona: il divieto della lingua russa in alcune regioni, la pressione sulle comunità religiose e la marginalizzazione culturale. “La Russia è determinata a difendere i propri interessi, la propria gente e i suoi valori tradizionali – ha detto-.Proteggeremo la lingua russa e coloro che vivono in quei territori, a qualsiasi costo.”

Donbass, otto anni di tensione prima della guerra

Il conflitto al centro dell’intervista è stato ripercorso a ritroso sino alla crisi del Donbass, una ferita aperta già dal 2014. Putin ha parlato di “Otto anni di violenza incessante contro i cittadini della regione”, rimproverando all’Occidente di non aver riconosciuto pubblicamente ciò che definisce “aggressioni ucraine verso la popolazione locale. Questo – sostiene- avrebbe costretto Mosca prima a riconoscere le autoproclamate repubbliche separatiste e poi ad intervenire militarmente. “La nostra operazione speciale non è l’inizio di una guerra -ha ribadito- ma il tentativo di porre fine a una guerra iniziata dall’Occidente usando i nazionalisti ucraini.”

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