Le chiacchiere da Bar-tolazzi

Breve antologia delle gaffe dell’ex assessore alla Sanità
Armando Bartolazzi

Nemo propheta acceptus est in patria sua. Per l’ormai ex assessore alla Sanità, Armando Bartolazzi, rifiutato anche “in trasferta” il destino è stato ancora più ingrato. Almeno quanto ai sardi, colpevoli di non aver apprezzato lo slancio di generosità del medico romano che ci avrebbe perfino rimesso di tasca per provare a curare la sanità sarda dai mali atavici che la affliggono. Non sarà riuscito nel suo intento di liberare l’isola dalle politiche spartitorie – difficile quando uno dei pochi atti è una legge che attiva i commissariamenti dele ASL- e dalla caccia alle poltrone ma sicuramente sarà ricordato per alcune sue dichiarazioni. Ecco una breve antologia.

“Non sono sardo? Neanche Riva lo era. Sarò il Rombo di Tuono della Sanità”
“Cancro e diabete non sono patologie diverse tra il territorio sardo e quello nazionale.” In realtà, la Sardegna ha il record mondiale di persone con il diabete di tipo 1.
“A chi mi viene a dire che non conosco il territorio, non rispondo più: ma de che stamo a parla’?”

Il modello per cooptazione: “Quando ho lavorato un paio d’anni ad Harvard, il reclutamento dei professori non prevedeva concorsi. C’erano colloqui diretti con la direzione dell’ospedale. Questo per dire che uno il reclutamento non lo può fare in base ai parenti o alle tessere dei partiti. Perché a lungo andare “sbraghi” l’ospedale. Lo “sbraghi” perché nessuno viene a lavorare da Bruxelles con il nipote di “zio Gavino”

“Per combattere la blue tongue esiste l’azoto liquido, che potrebbe esser utilizzato in condizioni di emergenza per freddare- nel periodo in cui si schiudono le larve potenziali bacini”

Ci sarebbe anche una frase infelice sul negare le cure oncologiche agli ottantenni ma è stata smentita dall’assessore. Forse i presenti hanno sentito male. L’assessore è un genio, non di discute. Incompreso.

prova
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