A Bologna il TAR ferma la “città 30”

I giudici: no a limite generalizzato
La campagna “Città 30”

La “Città 30” di Bologna viene fermata dal TAR dell’Emilia-Romagna, che ha annullato il provvedimento del Comune di Bologna giudicandolo contrario alla normativa vigente. Secondo i giudici, l’amministrazione ha esteso il limite di velocità a 30 km/h in modo generalizzato su gran parte della rete urbana, senza motivare la scelta strada per strada. Un’impostazione che, per il Tar, viola le competenze comunali e ribalta la regola prevista dal Codice della strada, che consente limiti più bassi solo in presenza di specifiche condizioni. La sentenza chiarisce che, “a prescindere dalla riduzione di incidenti e vittime”, l’obiettivo della sicurezza stradale non può giustificare un limite imposto in modo automatico e indiscriminato. Richiamata anche la direttiva del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, secondo cui i limiti urbani devono essere fissati in modo capillare e motivato. Ora il Comune dovrà rivedere il piano, se vorrà riproporre la “Città 30” su basi giuridicamente solide.

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