
Sulla variazione di bilancio da 750 milioni di euro il PD pone una serie di paletti alla presidente della Regione, Alessandra Todde. A sintetizzare la posizione è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Roberto Deriu, che indica una linea precisa: le risorse non devono essere frammentate né utilizzate per finanziare interventi improvvisati dei singoli assessorati, ma concentrate su poche, chiare priorità strategiche. Il richiamo arriva alla vigilia dell’approdo in Giunta della manovra triennale, una delle più rilevanti della legislatura sia per l’entità dei fondi sia per la loro natura svincolata, che consente un forte indirizzo politico. Proprio per questo, secondo Deriu, la variazione non può trasformarsi in un contenitore di richieste ordinarie o in una distribuzione a pioggia tra gli assessorati.
“È perfettamente inutile portare provvedimenti con decine di milioni di euro per programmi che non hanno speso i fondi europei e che spesso presentano avanzi consistenti”, afferma il capogruppo dem, indicando come prioritaria una verifica sull’effettiva capacità di spesa delle strutture regionali. Il messaggio è chiaro: prima si utilizzano le risorse già disponibili, poi si possono programmare nuovi interventi. Ma il passaggio più politico riguarda la visione complessiva della manovra. Per Deriu, i 750 milioni rappresentano un’occasione unica per imprimere una direzione precisa alle politiche regionali. Non un elenco di micro-interventi, ma una scelta netta su due o tre grandi obiettivi per la Sardegna, dalla sanità al contrasto dello spopolamento, fino alle politiche per attrarre investimenti.