
Una “finalissima” per il Cagliari, una “gara spartiacque” per la Cremonese. La sfida dell’Unipol Domus si carica di significati e tensione, fotografata perfettamente dalle parole dei due allenatori alla vigilia. Fabio Pisacane non si nasconde: “È una finalissima”, ma allo stesso tempo invita a non caricare la partita di un peso definitivo. Il tecnico rossoblù predica equilibrio e fiducia, nonostante il momento difficile della squadra, reduce da settimane complicate. Il ritiro è servito proprio a ricompattare il gruppo e ritrovare compattezza mentale, elemento chiave per uscire dalla crisi. “Non eravamo fenomeni prima e non siamo diventati brocchi adesso”, è il messaggio chiaro dell’allenatore, che chiede una reazione immediata sul piano dell’atteggiamento prima ancora che del gioco. Il Cagliari si gioca molto, forse tutto, davanti al proprio pubblico. Dall’altra parte, però, la Cremonese arriva con la stessa consapevolezza. Marco Giampaolo evita toni eccessivi, ma non nasconde il peso della gara: “Non so se è una partita fondamentale, ma ci misurerà e ci dirà chi siamo sotto tutti i punti di vista.” Per il tecnico grigiorosso è soprattutto una questione mentale: «La tensione è nemica della prestazione», ha sottolineato, invitando la squadra a non giocare con paura nonostante la classifica delicata. Giampaolo parla apertamente di una partita che può rappresentare uno spartiacque, ma insiste su un concetto chiave: responsabilità senza blocchi psicologici. «Ogni gara è uno spartiacque, ma dobbiamo pensare una partita alla volta», è la linea guida. In palio questo pomeriggio non ci sono solo tre punti, ma gli obiettivi di un’intera stagione.


