
Tra un “perché ha messo lui?” e il gol passano appena quindici secondi. Ci ha messo pochissimo Paul Mendy, diciannove anni, senegalese, a entrare nel cuore dei tifosi rossoblù. È lui ad aprire le danze di Cagliari-Atalanta, una partita emozionante per lo spettacolo visto in campo e per un risultato che consente al Cagliari di allungare in maniera decisa nella corsa salvezza. Il cross di Adopo è un cioccolatino da scartare e gustare, insieme al record del gol più veloce della storia rossoblù. Solo fortuna? Nemmeno per idea. Appena sette minuti dopo arriva la doppietta, con un colpo d’istinto su una respinta della difesa dopo un tiro di Deiola. Ci vogliono 39 minuti perché l’Atalanta reagisca al doppio colpo da ko: Scamacca supera Caprile con un tiro dal vertice sinistro dell’area che, con una beffarda palombella, si infila sul lato opposto. Il primo tempo si chiude sul 2-2, perché arriva anche la seconda rete dell’attaccante nerazzurro, che deposita in rete un pallone servito dalla fascia destra all’altezza del dischetto del rigore. Il secondo tempo si apre con un’incursione di Folorunsho, respinta dal terzino. Sulla palla si avventa Borrelli, subentrato all’infortunato Mendy: è il gol del 3-2. Pasalic cerca il pareggio con una pregevole rovesciata, ma la palla finisce alla sinistra di Caprile. Poco dopo, il portiere cagliaritano compie un vero e proprio miracolo sul tiro di Krstovic, liberato da una combinazione quasi perfetta degli uomini di Palladino. Sono oltre sei i minuti di recupero e, nella bolgia dell’Unipol Domus, Caprile si supera ancora, sbarrando la strada del pareggio a Raspadori. La classifica ora dice Cagliari: sei punti di vantaggio sul Lecce, sette sulla Cremonese. Per i detrattori di mister Pisacane c’è una notizia: l’ultima squadra a segnare 3 goal (e anche uno in più) all’Atalanta è stata il Bayern Monaco.