
Scontro senza esclusione di colpi sui social tra l’assessore Sebastian Cocco e chi lo ha preceduto agli Affari Generali, Mariaelena Motzo. La miccia è un post in cui Cocco comunica l’approvazione sua sua proposta di una delibera che riorganizza la gestione delle risorse umane dell’amministrazione regionale. “Per anni”, scrive cocco, “abbiamo lavorato senza sapere con precisione quante persone servissero davvero in ciascuna struttura. Un paradosso che si paga in inefficienza e servizi più lenti per i cittadini. Con questo provvedimento ricostituiamo la dotazione organica di ogni Direzione generale su basi oggettive e misurabili, introduciamo regole chiare per spostare il personale dove serve e avviamo un ciclo semestrale di monitoraggio per correggere in corsa senza aspettare anni.”
Apriti cielo. A breve giro, compare un commento dell’ex assessora, Maria Elena Motzo: “Per onestà intellettuale e correttezza dovresti dire che la delibera approvata oggi non è una tua proposta. L’hai trovata pronta come tante altre attività già avviate. La bozza di delibera era caricata in borsa di giunta da dicembre 2025, dopo diversi tavoli di concertazione con le OOSS e di confronto con tutti i colleghi di giunta. Così come la mappatura sistematica dei processi, dei flussi di lavoro e delle competenze, avviata mediante il protocollo d’intesa siglato con l’Università degli Studi di Cagliari lo scorso dicembre.”
Ruvida la replica di Cocco: “Ti vorrei rispondere nel merito e spiegarti che la delibera è stata in più parti rivisitata per poter essere approvata. Le versione che avevo trovato era, non a caso, parcheggiata da dicembre. Ma poi leggo “onestà intellettuale” e “correttezza” (da te?!?) e decideró di consumare gli ultimi scampoli di cristiana compassione nei confronti di chi, non essendo ben presente a sé stessa, continua a confondere la difesa del proprio ego con quella della propria dignità, scivolando rovinosamente nel ridicolo. Come ora. Anche se non bisognerebbe mai fare del bene se non si è preparati all’ingratitudine.” Uniti per Todde, divisi sul copyright della delibera.