
“Con questa misura interveniamo per dare sostegno concreto alle famiglie e ci occupiamo di una fascia dell’infanzia molto delicata, sia nella fase educativa che nella fase dell’apprendimento – evidenzia l’assessora Portas –. Il diritto allo studio viene così esteso dai primi mesi di vita fino al più alto livello di studio nel percorso universitario. Abbiamo cercato poi di recepire i bisogni dei territori, dei comuni e delle famiglie che devono conciliare vita familiare e vita lavorativa”. Così l’assessora della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Ilaria Portas, commenta l’approvazione da parte della Giunta regionale delle nuove linee guida dell’intervento “Nidi Gratis”, previsto dalla legge regionale n. 20 del 2019, che sostiene le famiglie nella copertura dei costi per la frequenza dei servizi educativi per l’infanzia. Vengono così aggiornate le modalità di attuazione dell’intervento a partire dal 2026. Tra le principali novità introdotte dalla Giunta vi è l’adozione di un avviso regionale annuale che definirà tempi e procedure uniformi per tutti i Comuni della Sardegna.
Viene inoltre introdotto un sistema di programmazione basato sui fabbisogni effettivamente rilevati nei territori, attraverso le richieste presentate dalle famiglie e raccolte dalle amministrazioni comunali. Il nuovo modello consentirà una distribuzione delle risorse regionali più equa ed efficace, tenendo conto delle economie eventualmente già disponibili presso i Comuni e garantendo una maggiore corrispondenza tra finanziamenti assegnati e necessità reali delle famiglie. Le nuove regole dedicano particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità, prevedendo l’estensione della misura ai minori ospitati in strutture di accoglienza, qualora i costi di frequenza del servizio educativo siano sostenuti dal Comune di residenza. In caso di insufficienza delle risorse disponibili rispetto al fabbisogno complessivo, si introducono criteri di priorità che garantiscono la copertura integrale delle domande presentate dai nuclei con ISEE inferiore a 30 mila euro e, in caso di ulteriore necessità, di quelle con ISEE inferiore a 25 mila euro.


