Premio Strega, scrittori peggio dei calciatori? Almiron espulso, Mari resta in corsa

Per la fondazione si valutano i libri, non gli autori
Michela Murgia

Offese pesanti a una donna, a una scrittrice, già vincitrice del premio “Strega”, ma soprattutto a una persona che non c’è più ma per la fondazione Bellonci che organizza il premio si giudicano le opere, non gli scrittori. Lo scrittore è Michele Mari, che durante uno dei trasferimenti per l’evento si sarebbe scagliato contro la collega Michela Murgia, deceduta circa tre anni fa. Per Mari era “intransigente e violenta, perché era brutta, e sfogava così la sua rabbia”. Il letterato avrebbe anche aggiunto: “Tutte le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano rabbiose”. Ma il regolamento del premio prescrive che neppure l’autore, qualora abbia acconsentito a iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara”. Mari nega i riferimenti all’aspetto fisico, sostiene di aver fatto riferimento a una precedente incomprensione e afferma di aver già chiesto scusa.
A quanto pare, le regole del premio sono meno rigide sul rispetto delle persone perfino di quelle introdotte dalla UEFA. Nei giorni scorsi durante un match dei Mondiali di calcio il giocatore del Paraguay Miguel Almiron, certamente meno abile con le parole degli scrittori, è stato espulso solo perché ha coperto la bocca con la mano, forse per celare un insulto all’avversario turco. Insomma, si pretende di più da chi lavora con i piedi.

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