
Altro che mero atto politico. Ventiquattr’ore dopo la revoca della delibera del Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo, è arrivata anche la conseguente revoca dell’autorizzazione unica per il progetto della Tavolara Bay su Cala Finanza. A metterla nero su bianco è il capo del dipartimento per il sud del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Romano. Nell’autorizzazione unica era testualmente riportato che “la delibera di indirizzo del Consiglio n. 50 del 25-11-2025, Comune di Porto San Paolo ha adottato un atto di indirizzo, esprimendo parere favorevole all’iniziativa”. Insomma, quel parere, benché vincolato a una serie di prescrizioni, era il presupposto giuridico che ha legittimato l’autorizzazione unica. Pertanto venuta meno con la revoca la delibera del Consiglio di Loiri Porto San Paolo è caduta anche l’autorizzazione unica.
Queste le dichiarazioni odierne del sindaco Francesco Lai: “Questo dimostra quanto fosse abnorme quel provvedimento, ottenuto con tutti i pareri negativi delle strutture tecniche e con il solo atto di indirizzo, che non corrispondeva a una variante urbanistica, del Consiglio Comunale che aveva messo dei paletti rigidi, oggi venuti meno. In queste settimane abbiamo assistito a polemiche, accuse, ricostruzioni fantasiose e strumentalizzazioni di ogni genere. Noi abbiamo scelto un’altra strada: quella degli atti, del rispetto delle istituzioni e della tutela del nostro territorio. Avevamo detto che il parere del Comune era subordinato a precise condizioni. Quando quelle condizioni non sono state rispettate, il Consiglio Comunale ha revocato la propria deliberazione. Non abbiamo fatto marcia indietro, abbiamo chiesto il rispetto delle condizioni date. Oggi quella scelta ha prodotto i suoi effetti. Preferiamo lasciare che siano i provvedimenti ufficiali a parlare, piuttosto che gli slogan”.
I provvedimenti del sindaco, della Giunta e dell’assessore dimissionario perché fratello dell’amministratore delegato della Tavolara Bay, però, fino a qualche giorno fa dicevano l’esatto opposto. Per esempio, nella delibera n. 50 del novembre 2025 c’è scritto che “nella proposta si prende atto che il territorio di Porto San Paolo presenta una forte vocazione in ambito turistico ma, ancora oggi, non ha sviluppato un’offerta integrata di servizi e non ha attratto investimenti adeguati nello specifico segmento dell’hotellerie di lusso, della ricettività all’aria aperta, della nautica da diporto, pur avendo circa 9 km di coste ed essendo inserito in un contesto territoriale di pregio sotto il profilo paesaggistico, ambientale e culturale, ed essendo peraltro questi obiettivi specifici inseriti all’interno della già approvata pianificazione urbanistica coerente al PPR ed al PA”. E ancora: “ i vincoli paesaggistici introdotti successivamente, quale “reazione” a tali fenomeni, per quanto condivisibili in quanto volti a tutelare tratti di costa di particolare pregio, hanno scoraggiato investimenti volti a creare sinergie e relazioni positive tra le componenti antropiche in ambito turistico e gli elementi di tutela paesaggistico-ambientali”. Tutt’altro che ostile al progetto anche il passaggio in cui si evidenzia che “l’iniziativa ora in esame fa registrare un forte interesse per il territorio comunale ed appare capace di coniugare una tutela effettiva del contesto con un approccio non esclusivamente conservativo , consentendo invece una proporzionata fruizione dei litorali mediante una nuova forma di ricettività di altissimo livello che contemperi gli interessi di fruizione pubblica con quelli della fruizione e valorizzazione turistica”.
Altro che progetto calato dall’alto. In una selva di pareri tecnici negativi l’unico sì in questa vicenda è stato quello del Comune ed era determinante. Tanto che, cambiato l’orientamento dell’amministrazione, nel giro di poche ore l’autorizzazione non c’è più. Insomma, stando ai provvedimenti richiamati dal sindaco Lai, gli unici che oggi possono dire che hanno vinto sono i cittadini, le associazioni e i comitati che hanno dato vita alla mobilitazione. Oggi esultano anche quelli che hanno detto “Sì”.


