DICE MONTALBANO. Il clima negli ultimi 10.000 anni

Il ruolo dell’uomo
Riscaldamento globale

Quando si parla di riscaldamento globale, spesso sembra un tema molto tecnico o legato solo all’attualità. In realtà, per capire davvero cosa sta succedendo oggi, è utile fare un passo indietro e guardare agli ultimi 10.000 anni della storia del clima della Terra. Questo periodo si chiama Olocene ed è l’epoca in cui viviamo ancora oggi.
L’Olocene è iniziato dopo l’ultima grande glaciazione, quando enormi ghiacciai che coprivano parte dell’Europa e del Nord America hanno iniziato a sciogliersi. Da quel momento il pianeta ha attraversato una fase di riscaldamento naturale con una serie di cambiamenti lenti, con alti e bassi nel corso dei millenni.
Il clima della Terra non è mai stato fermo. Anche senza l’uomo, la temperatura del pianeta cambia nel tempo per diverse ragioni naturali: variazioni dell’orbita terrestre, cambiamenti dell’attività del Sole, eruzioni vulcaniche e correnti oceaniche.
Negli ultimi 10.000 anni, queste forze hanno prodotto fasi più calde e fasi più fredde, ma sempre con cambiamenti graduali, cioè molto lenti rispetto a quelli di oggi.
Tra 9.000 e 5.000 anni fa c’è stato un periodo chiamato “optimum climatico dell’Olocene”, in cui molte regioni del pianeta erano più calde rispetto a oggi.
Il Sahara, per esempio, era una zona verde, con fiumi e laghi. In molte parti del mondo il clima era favorevole alla nascita dell’agricoltura e allo sviluppo delle prime civiltà, come quelle della Mesopotamia e dell’Egitto.
Dopo questa fase calda, il clima ha iniziato lentamente a cambiare. Circa 5.000 anni fa si è avviata una tendenza generale al raffreddamento, sempre molto lenta.
Nel corso della storia antica e medievale ci sono state altre piccole oscillazioni. Per esempio, nell’epoca dell’Impero romano, il clima in Europa e nel Mediterraneo era mite e stabile.

Dal medioevo all'età moderna

Più tardi, tra il X e il XIII secolo, c’è stata una fase più calda in alcune regioni, soprattutto nell’Atlantico del Nord, che ha permesso, per esempio, ai Vichinghi di colonizzare la Groenlandia.
Dal 1400 fino al 1900 si è verificata una fase più fredda in cui le temperature erano più basse rispetto a oggi.
In Europa gli inverni erano più rigidi, i ghiacciai alpini avanzavano e i raccolti erano più difficili. Questo ha avuto effetti anche sulla vita delle persone, con crisi agricole e difficoltà economiche.
L’arrivo del riscaldamento moderno
Dalla fine del XIX secolo, con la rivoluzione industriale, il clima ha iniziato a cambiare in modo diverso rispetto al passato, più velocemente. L’uomo ha iniziato a usare sempre più carbone, petrolio e gas naturale per produrre energia. Questi combustibili rilasciano anidride carbonica (CO₂) nell’atmosfera. E’ un gas serra, cioè trattiene parte del calore del Sole vicino alla superficie terrestre. Questo effetto è naturale e necessario per la vita, ma quando la quantità di CO₂ aumenta troppo, il pianeta si riscalda.
Gli scienziati hanno studiato il clima del passato analizzando il ghiaccio in Antartide e Groenlandia. Nelle carote di ghiaccio estratte sono intrappolate bolle d’aria antichissime che permettono di ricostruire l’atmosfera del passato mostrando che per circa 10.000 anni la CO₂ è rimasta abbastanza stabile, tra 180 e 280 parti per milione. Con l’inizio dell’industria moderna, questa quantità è aumentata rapidamente, fino a superare oggi le 420 parti per milione, causando un veloce aumento di quasi 2 gradi della temperatura, soprattutto dopo il 1970.

Quanto incide l'uomo?

La risposta degli scienziati è chiara: molto. Gli studi climatici mostrano che il riscaldamento attuale non può essere spiegato solo con cause naturali. Sole, vulcani e cicli naturali da soli non bastano a giustificare l’aumento delle temperature osservato, e i modelli climatici funzionano solo se includono anche le emissioni prodotte dall’uomo.
Oltre ai gas serra, anche altre attività umane contribuiscono: la deforestazione, le guerre, l’agricoltura intensiva e l’espansione delle città modificano il modo in cui la Terra assorbe e riflette il calore.
Il clima della Terra è sempre cambiato lentamente, consentendo agli ecosistemi e alle società umane di adattarsi nel tempo, ma oggi velocità ha causato variazioni che in passato richiedevano secoli.
Guardando agli ultimi 10.000 anni, possiamo dire che il clima della Terra è sempre stato dinamico, con fasi calde e fredde naturali. Tuttavia, l’attuale riscaldamento si distingue per una caratteristica fondamentale: la rapidità. L’uomo non ha “creato” il cambiamento climatico da zero, ma ha fortemente accelerato un sistema naturale già esistente, rendendolo oggi molto più veloce di quanto sia mai stato nella storia recente del pianeta.

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